Il premio Oscar è arrivato grazie al ruolo del tenente Samuel Gerard ne “Il fuggitivo”(1993), di Andrew Davis, ma Tommy Lee Jones di pellicole cult ne ha girate un bel po’. Il duro di Hollywood, dal volto impenetrabile e misterioso, il 15 settembre compie 70 anni e, ad oggi, circa 53 pellicole e 21 tra film e serie tv, iniziando la sua carriera con il drammatico “Love Story”(1979) fino a “Jason Bourne”, quinto capitolo dell’amatissimo franchise con Matt Damon. Ovviamente, non ha alcuna intenzione di fermarsi e, per il 2017, ha già in cantiere altre due pellicole.

L’esordio in “Love Story” e la soap “Una vita da vivere”.

Il divo nasce in Texas, a San Saba e ha un’infanzia piuttosto difficile a causa del divorzio dei genitori e della morte del fratello minore. Giovanissimo, decide di spostarsi a Dallas e riesce a laurearsi ad Harvard, in letteratura inglese, con il massimo dei voti. Da ragazzo è stato un ottimo giocatore di football, ma per la costituzione non proprio adatta a questo sport, non ha proseguito. Dopo la laurea, comunque, Tommy Lee Jones decide che la sua strada dev’essere la recitazione e si trasferisce a New York e inizia a lavorare a Broadway. L’esordio sul grande schermo avviene nel 1970, con il cult “Love Story”, di Arthur Hiller, dove l’attore è nei panni di Hank Simpson. Dopo quell’esperienza, continua a lavorare a teatro ed entra nel cast della soap opera “Una vita da vivere”, nei panni del dotto Mark Toland. Dopo “Rolling Thunder”(1977) di John Flynn e “Occhi di Laura Mars”(1978), diretto da Irvin Kershner, la prima nomination ai Golden Globe arriva grazie al biopic “La ragazza di Nashville”(1980), per la regia di Michael Apted.

“JFK – Un caso ancora aperto” e l’Oscar per “Il fuggitivo”.

Gli anni Ottanta sono caratterizzati da pellicole di non grandissimo seguito come “Topo di fiume”(1984), “Il giorno della luna nera”(1986), “Uccidete la colomba bianca”(1989), mentre nel 1991, Oliver Stone gli offre il ruolo di Clay Shaw nel bellissimo “JFK – Un caso ancora aperto”, che gli fa ottenere la nomination agli Oscar come Migliore attore non protagonista. L’ambita statuetta, come Migliore attore non protagonista, arriverà due anni dopo con “Il fuggitivo” di Andrew Davis, dove interpreta il ruolo cult del Tenente Samuel Gerard, sulle tracce di Harrison Ford. Da quel momento, l’attore non si fermerà più, e girerà “Tra cielo e terra”(1993) e “Assassini nati – Natural Born Killers”(1994), di Oliver Stone; “Blown Away – Follia esplosiva”(1994), di Stephen Hopkins; “Il cliente(1994), di Joel Schumacher; “Blu Sky”(1994), per la regia di Tony Richardson fino a “Batman Forever”(1995), sempre di Schumacher, dove interpretava il ruolo del cattivissimo Due Facce.

La saga di “Men In Black”, The Missing” e “Lincoln”.

Nel 1997, inizia la saga blockbuster “Men In Black”, accanto a Will Smith, dove l’attore è nei panni dell’Agente K, seguito da film interessanti come “Colpevole d’innocenza”(1999) di Bruce Beresford  e “Regole d’onore”(2000) diretto da William Friedkin. Sempre nel 2000, è il protagonista, col suo amico Clint Eastwood, del fantastico “Space Cowboys” e, nel 2003, è sul set di “The Missing”, western di Ron Howard, con Cate Blanchett. Nel 2005, debutta alla regia con “Le tre sepolture”, riservandosi anche il ruolo di Pete Perkins, che gli fa vincere il premio per la Migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes 2005. Nel 2007, è lo sceriffo Ed Tom Bell in “Non è un paese per vecchi”, dei fratelli Coen ed è il protagonista di “Nella valle di Elah”, di Paul Haggis. In “Captain America – Il primo vendicatore”(2011), è nei panni del Colonnello Chester Phillips, mentre nel 2012 lo abbiamo visto in “Men in Black 3”; nella commedia “Il matrimonio che vorrei”, di David Frankel e in “Lincoln”, di Steven Spielberg, dove veste i panni di Thaddeus Stevens, portando a casa la nomination ai Golden Globe e agli Oscar.

Gli ultimi film e i progetti per il 2017.

Nel 2013, è apparso nella commedia “Cose nostre – Malavita”, DI Luc Besson e, l’anno dopo, ha diretto e interpretato il western “The Homesman”. Quest’anno, ha preso parte a “Criminal”, di Ariel Vromen, dove ha recitato accanto a Kevin Costner mentre Paul Greengrass lo ha voluto nei panni di Robert Dewe in “Jason Bourne”, ultimo capitolo della saga con Matt Damon. L’attore ha preso parte anche a “Mechanic: Resurrection”, di Dennis Gansel, con Matt Damon e per il 2017, lo vedremo nel drammatico “Schock and Awe”, di Rob Reiner e nell’action-comedy “Villa Capri”, diretto da Rin Shelton.