La scena è di quelle apocalittiche, che solo in un film sul grande schermo ci si aspetterebbe di vedere, oppure appunto, dopo che un meteorite abbia colpito la terra lasciando casualmente intatti alcuni cimeli. Le immagini ritratte dal fotografo estone Kaupo Kikkas  nel deserto del Sinai sono la sintesi di un progetto mai terminato di un imprenditore francese, che si era fatto venire in mente l'idea sui generis di creare una sala cinematografica alle porte del deserto, con tanto di poltrone in legno, numerate. A raccontare la storia è proprio il fotografo estone, affermando di aver sentito alcun voci nella zona dove il cinema è sito, a pochi kilometri dalla costa di Sharm El Sheik.: "Vedendo quello spazio capì che c'era una sola cosa che mancava: un cinema all'aperto". 

A quanto si vede oggi, quelle poltrone sono rimaste lì dove sono, come pure il deserto naturalmente. Quello che manca è tutto il resto, schermo compreso, visto che in questa "sala" non è mai stato staccato un solo biglietto né tantomeno è mai stato proiettato un solo film, manco di quelli d'essai. "Gli egiziani non sono entusiasti quando gli europei hanno idee migliori delle loro", così dice Kikkas, il motivo della fine anticipata dell'avventura sarebbe da far risalire a divergenze con le autorità locali, che si sono probabilmente opposte alla realizzazione della sala. La sala arrivò sul punto di essere realizzata, ma proprio il giorno della prima proiezione pare sia stata interrotta l'alimentazione elettrica, dando vita involontariamente ad un sito archeologico a cielo aperto, che per ora ha soli dieci anni di vita.