Walter Chiari, tra gli anni ’60 e ’70, era come una persona di famiglia per tutti gli italiani. Bellezza semplice e rassicurante, comicità mai volgare che trovò la sua dimensione, soprattutto, in televisione e attore da ben 115 film. Insomma, un vero artista a 360 gradi. Il suo immenso fascino gli ha permesso di conquistare alcune delle attrici italiane e internazionali più belle e in voga di quegli anni, ma purtroppo, proprio nel 1970, iniziarono anche i guai giudiziari che faranno traballare la sua carriera, ma non spegneranno mai il suo sorriso. Il re della risata, infatti, ricominciò dal teatro e dalle tv locali, e morì, esattamente 25 anni fa, il 20 dicembre del 1991.

Il teatro di rivista e i primi film.

Walter Annichiarico, questo il suo vero nome, nasce a Verona, da genitori di origini pugliesi, ma già a tre anni si trasferì con loro a Milano. Sin da giovanissimo, ha sempre praticato tanti sport – pugilato, tennis, nuoto – e lasciati gli studi, iniziò a lavorare come radiotecnico e in banca, ma è stato sempre licenziato per le sue imitazioni (di Hitler) durante le ore di lavoro. Così, Chiari decide di tornare a scuola e riesce a diplomarsi al liceo scientifico e, dopo il servizio militare, inizia a coltivare la passione per la recitazione, spinto anche dagli amici che adoravano i suoi sketch e le sue imitazioni. Nel 1946, Marisa Maresca lo inserisce nello spettacolo teatrale “Se ti bacia Lola” e, l’anno dopo, arriva anche l’esordio al cinema del film “Vanità”, di Giorgio Pastina, ch gli valse il Nastro d’Argento come Miglior attore esordiente, seguito da “Che tempi!”, diretto da Giorgio Bianchi; “Totò al Giro d’Italia”(1948), di Mario Mattioli, con cui stringerà un forte sodalizio lavorativo. Negli stessi anni, l’attore si appassiona al teatro di rivista e partecipa agli spettacoli “Simpatia”, “Allegro”, “Burlesco” e “Gildo”.

“Bellissima” di Visconti e i film comico-polizieschi.

Nel 1951, Luchino Visconti gli offre il ruolo di Alberto Annovazzi nel suo cult “Bellissima”, con Anna Magnani, che diventò il fiore all’occhiello del suo curriculum. La passione per il teatro e per i musical continua e Chiari inanella un successo dopo l’altro con gli spettacoli “Buonanotte Bettina”(1956), “Il gufo e la gattina”(1958) e “Un mandarino per Teo”(1960). Al cinema, sarà nelle pellicole “Il sogno di Zorro”(1952), di Mario Soldati; “5 poveri in automobile”(1952), di Mattioli; “Viva la rivista!”(1953), di Enzo Trapani e in film comico-polizieschi come “Un giorno in pretura”(1953), di Steno; “Accadde al commissariato”(1954), di Giorgio Simonelli e “Accadde al penitenziario”(1955), diretto da Giorgio Bianchi.

I film all’estero e il matrimonio con Alida Chelli.

Incallito seduttore, Walter Chiari ha conquistato donne bellissime come Elsa Martinelli, Delia Scala, Lucia Bosé, Mina, fino all’ambitissima Ava Gardner, conosciuta sul set del film “La capannina”, di Mark Robson. Il flirt destò scalpore perché lei era separata da Frank Sinatra e la notizia fece il giro del mondo. Chiari fu ingaggiato anche a Broadway, nel musical “The Gay Life” riscuotendo un grandissimo successo. Tornato in Italia, si ritaglierà il suo grandissimo spazio anche in televisione, dove diventerà un vero e proprio divo grazie alla sua parlantina veloce, ai tempi comici invidiabili, alle sue imitazioni e al suo ineguagliabile sorriso magnetico. In tv propose alcuni sketch tratti dalle sue rivista, come quello del “Sarchiapone”, in trasmissioni famose come “La via del successo” e “Studio Uno”. Altri film al cinema, di un certo seguito, sono “La rimpatriata”, di Damiano Damiani; “Il giovedì”(1963), di Dino Risi e “Falstaff”, di Orson Welles. Nel 1966, è in Australia a girare il film “Sono strana gente”, di Michael Powell, e li conosce la splendida attrice Alida Chelli. I due s’innamorano e si sposano nel 1969 e dall’unione nasce Simone, diventato noto conduttore. Purtroppo, il matrimonio finisce nel 1972.

“Canzonissima”, l’arresto e la rinascita.

Storica è l’edizione del 1968 di “Canzonissima”, condotta da Walter Chiari con Mina e Paolo Panelli. Purtroppo, nel maggio del 1970, mentre Chiari si recava agli studi RAI, fu arrestato  con l’accusa di consumo e spaccio di cocaina. Lo scandalo fu enorme e Chiari restò in carcere per circa 70 giorni, dopodichè fu prosciolto dall’accusa di spaccio e condannato solo per la detenzione di stupefacenti per uso personale. Da quel momento, la sua carriera subisce uno stallo, anche se comincia a riprendersi nel 1973, quando partecipa allo spettacolo “L’appuntamento”, con Ornella Vanoni e gira i film “Amore mio non farmi male”(1974) e “Son tornate a fiorire le rose”, di Vittorio Sindoni. Chiari non disdegnò di ripartire anche dalle tv locali e private, girando anche l’episodio “Prete per forza” nel film “Ride bene… chi ride ultimo”(1977).

Gli ultimi lavori e la fiction “Walter Chiari – Fino all’ultima risata”.

Tra il 1979 e il 1981, conduce la trasmissione “Una valigia tutta blu”, con Augusto Martelli e, sempre nel 1981, è nel cast di “Fantastico”, con Heather Parisi, Claudio Cecchetto e Gigi Sabani. Intanto, è al cinema con i film “Ridendo e scherzando”(1978) diretto da Marco Aleandri e “Belli brutti e ridono tutti”(1979), di Domenico Paolella. Purtroppo, nel 1985, Chiari è coinvolto in un’altra vicenda giudiziaria, assieme a Franco Califano. I due sono accusati dal pentito Giovanni Melluso di aver acquistato grandi partite di droga, ma Chiari verrà prosciolto in istruttoria. Da quel momento, si dedicherà, nuovamente, al teatro con Ugo Gregoretti e Renato Rascel. Grazie al ruolo di Giulio in “Romance”(1986), di Massimo Mazzucco, viene candidato alla Coppa Volpi al Festival di Venezia, mentre le ultime pellicole girate per il grande schermo sono “Tracce di vita amorosa”(1990), di Peter Del Monte e “Capitan Cosmo”(1991), di Carlo Carlei. L’artista muore il 20 dicembre 1991 per arresto cardiaco e viene trovato esanime in albergo dall’impresario teatrale Libero Zibelli. In suo tributo, i comuni di Andria e Grottaglie gli hanno dedicato delle strade mentre, nel 2012, la Rai ha prodotto la fiction “Walter Chiari – Fino all’ultima risata”, con un grande Alessio Boni nei panni del mattatore.