Il 30 giugno 1971, “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”, diretto da Mel Stuart, veniva rilasciato nelle sale statunitensi.  La pellicola, ispirata al famoso romanzo “La fabbrica di cioccolato”, di Roald Dahl, del 1964, ha fatto breccia nel cuore del pubblico di tutte le età, grazie alla storia straordinaria, al contempo comica e con un forte messaggio morale, ma soprattutto alla fenomenale bravura del grande Gene Wilder, del cast a supporto, degli effetti speciali e di una colonna sonora da Oscar. La storia è quella di Willy Wonka (Wilder) proprietario di una famosissima fabbrica di dolci, i cui brevetti sono estremamente segreti. Wonka non permette a nessun estraneo di entrare nella fabbrica, ma un giorno, viene annunciato il lancio di un concorso internazionale che permetterà a  cinque persone che troveranno all'interno di una tavoletta di cioccolato un talloncino d'oro, di visitarla e mangiare i suoi prodotti a vita. I cinque fortunati bambini, con le loro famiglie, si recano così nella fabbrica, ma solamente uno di loro, Charlie Bucket, il più povero e onesto, riuscirà a superare le varie prove di Wonka e il premio sarà grandioso.

Il mattatore Gene Wilder e gli ingredienti del successo.

Nonostante le differenze col romanzo di Dahl (lo scrittore disconobbe il film sostenendo che la sceneggiatura fosse stata completamente riscritta da David Seltzer, dando più risalto al personaggio di Wonka, rispetto al vero protagonista, Charlie), il film è diventato un cult di grandissimo rilievo nella storia del cinema. Il mattatore è, senza dubbio, il grandissimo Gene Wilder (nella prima versione italiana doppiato da Oreste Lionello), originale e psichedelico padrone di casa dai mille volti, enigmatico e carismatico, pazzo ed eclettico, aiutato da una sceneggiatura di grandissimo livello e coadiuvato da altri bravissimi attori come Peter Ostrum (Charlie Bucket), Jack Albertson (Nonno Joe), Roy Kinnear (Signor Salt) e David Battley (signor Turkentine). Il regista Mel Stuart riesce a mescolare alla perfezione divertimento, avventura e buoni sentimenti, portandoci in un paese dei balocchi che può sembrare – ad una prima e superficiale lettura – un mondo fatto solo di bagordi, invece il messaggio finale è proprio quello di fare capire che l’avidità, l’ingordigia e l’egoismo umano non portano da nessuna parte, rispetto ai valori genuini, semplici e onesti rappresentati da Charlie.

Il remake di Tim Burton con Johnny Depp.

Il remake del 2005, “La fabbrica di cioccolato”, diretto da Tim Burton, con Johnny Depp nei panni di Willy Wonka e Freddie Highmore in quelli di Charlie, ottenne un ottimo successo al botteghino. Partendo da un budget enorme, di ben 150 milioni di dollari, il film è riuscito ad incassarne quasi 475, portando a casa diversi riconoscimenti e una nomination agli Oscar per i Migliori costumi. L’impronta di Burton è palese, ma, molti critici ne hanno sottolineato l’eccessiva stilizzazione delle ambientazioni e la performance di Depp un pò troppo sopra le righe, ma la magia degli “esperimenti” visivi di Burton è , come sempre, unica e trascinante. Le musiche di Dany Elfman, la sceneggiatura di John August e le altre stelle del cast, tra cui Helena Bonham Carter, Christopher Lee, Noah Taylor, David Kelly e Deep Roy, completano un circo di emozioni che va recuperato, così come quello del 1971.