E’ uno dei più grandi registi di sempre. Amatissimo in Europa, più che in America, mostro creativo dall’umorismo sottile, complesso e pungente, anticonformista, filosofo, amante della psicoanalisi, del jazz e dei grandi registi come Bergman, Wilder e Fellini. Woody Allen, il 1° dicembre, compie 80 anni e, naturalmente, non ha intenzione di fermarsi, anzi, guai a chiederglielo. Incredibilmente prolifico, Allen ha, praticamente, realizzato quasi un film all’anno, scegliendo come location le sue quattro città preferite – New York, Roma, Parigi e Londra – e dandogli sempre la sua inconfondibile impronta, comica, introspettiva, ma anche drammatica e commovente. Il suo genere rispecchia la sua vita, vissuta come fosse sulle montagne russe, tra grandi amori – vedi Diane Keaton e Mia Farrow – ma anche grane legali (non di poco peso) e improvvisi abbandoni.

Gli esordi come autore televisivo.

Il suo vero nome è Allan Stewart Konigsberg ed è nato a New York il 1° dicembre 1935 nel Bronx, da una famiglia ebrea. A soli tre anni, l’attore resta folgorato da “Biancaneve e i sette nani”, il classico Disney del 1937, e da allora non ha mai più smesso di andare al cinema. Era quasi uno sfogo, dato che non è mai andato bene a scuola, anzi, il suo animo ribelle lo ha portato ben presto a lasciare gli studi e a dedicarsi alle sue passioni: il baseball, la musica jazz, il clarinetto e, naturalmente, il cinema. L’artista cambia nome nel 1952, facendosi chiamare Woody Allen in onore proprio del clarinettista jazz Woody Herman e, due anni dopo, già scrive gag e battute per Ed Sullivan e Sid Ceaesar. Sempre nel 1954, viene assunto alla ABC come autore di punta per show importanti come “The Ed Sullivan Show” e “The Tonight Show”. L’anno dopo, passa alla NBC e si trasferisce ad Hollywood, mentre nel 1956 sposa la 17enne Harlene Susan Rosen, studentessa di filosofia, dalla quale divorzierà nel 1962.

Il cabaret e i primi film.

Dopo aver frequentato, per pochissimo tempo, la New York University, dove studia comunicazione e cinema, nel 1958 inizia a girare i locali come cabarettista, riscuotendo un enorme successo. L’anno dopo inizierà anche a consultare uno psicoanalista, per “curare la malinconia immotivata”, e da allora, non lo lascerà mai più. Alla carriera da cabarettista affianca sempre quella di autore tv, scrivendo anche per importanti riviste e sceneggiature di. opere teatrali. Nel 1965, scrive la sceneggiatura di “Ciao, Pussycat”, farsa erotica che sarà per il grande schermo da Clive Donner, il quale vorrà Allen anche come attore. Un grande successo sarà anche lo spettacolo teatrale “Don’t Drink The Water”(1966) che avrà quasi 600 repliche a New York. Nello stesso anno sposa l’attrice Louise Lasser (dalla quale divorzierà nel 1969), che sarà doppiatrice nel primo film da regista di Allen, “Che fai, rubi?”, ma sarà anche in altri film come “Prendi i soldi e scappa”(1969), “Il dittatore dello stato libero di Bananas”(1971) e “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere)”(1972). Nello stesso anno, scrive e interpreta il bellissimo “Provaci ancora, Sam”, diretto da Herbert Ross. Allen porterà il film a teatro e incontrerà Diane Keaton, con cui avrà una lunga storia d’amore e un proficuo sodalizio artistico.

“Io e Annie” e il sodalizio con Diane Keaton.

Allen dirige la Keaton nel comico “Il dormiglione”(1975), ma la consacrazione presso il grande pubblico la ottiene con “Io e Annie”(1977), con protagonista sempre Diane Keaton. Allen è Alwy Singer, un attore comico che lavora per la radio e per la televisione, a New York. Ha successo, ma è anche depresso, a causa di due matrimoni falliti. Singer intraprende una storia con Annie Hall, intellettuale benestante, un tantino fuori di testa, con ambizioni personali nel ramo dello spettacolo. Il filma narra tutta la loro storia d’amore, dall’inizio, alla fine e riuscì a portare a casa ben 5 Oscar (Miglior film, Miglior regista, Migliore sceneggiatura originale e Miglior attrice protagonista). Assieme alla Keaton girerà anche “Amore e guerra”(1975), “Interiors”, “Manhattan”, “Radio Days”(1987) e “Misterioso omicidio a Manhattan”(1993).

I film, l’amore e gli scandali con Mia Farrow.

Gli anni ’80 si aprono con lo straordinario “Stardust Memories”, storia di un regista in crisi esistenziale (interpretato dallo stesso Allen), stufo di essere apprezzato solo per i suoi film comici. La pellicola è raccontata come flusso di coscienza, chiaro riferimento ad “8 e mezzo” di Fellini. Nel 1982 gira “Una commedia sexy in una notte di mezza estate”, d’ispirazione shakespeariana. Nello stesso periodo, conosce l’attrice Mia Farrow, con la quale girerà 13 film e avrà una lunga relazione – durata ben 12 anni – anche se non si sono mai sposati. La coppia adottò due bimbi, Dylan Farrow e Moses Farrow, ed ebbe un figlio biologico, Ronan che, in realtà, potrebbe non essere figlio di Allen, ma di Frank Sinatra, ex della Farrow. Nonostante le vaie diatribe, nel 1983 Allen gira “Zelig”, dove Allen rivela tutto il suo strabordante trasformismo. Nel 1986 riceve il suo secondo Oscar per il film “Hannah e le sue sorelle”, che si rivela anche un blockbsuter. Omaggio alla musica jazz è il film “Radio Days”(1987), mentre Dostoevskij è d’ispirazione per il favoloso “Crimini e misfatti”(1989). Nel 1992, la Farrow e Allen si separano, dopo che l’attrice aveva trovate delle foto compromettenti del regista con la figlia adottiva Soon-Yi Farrow Previn, di 19 anni. In seguito, ci sarà anche una dura battaglia legale per presunti abusi sessuali del regista su Dylan Farrow, riemersa anche nel 2014. Al di là di tutti gli scandali, Allen intraprese realmente una relazione con la giovanissima Soon-Yi, che all’epoca aveva 35 anni in meno del regista. I due si soni sposato nel 1997 e hanno adottato due bimbe, Bechet Dumain Allen e Manzie Tio Allen.

“La dea dell’amore”, “Harry a pezzi” e le grandi commedie degli anni ‘90.

Lo scandalo non lo ferma minimamente e, anzi, la produzione di Allen aumenta. Nel 1992 esce l’ultimo film con la Farrow, “Mariti e mogli”, poi con con la Keaton gira “Misterioso omicidio a Manhattan”, seguito da “Pallottole su Broadway”(1994). Il gradevole “La dea dell’amore”(1995) regala l’Oscar alla protagonista Mira Sorvino. Nel 1996 assolda un cast d’eccezione, formato, tra gli altri, da Julia Roberts, Drew Barrymore e Edward Norton per il musical “Tutti dicono i love you” mentre viene candidato all’Oscar per la sceneggiatura di “Harry a pezzi”(1997). In “Celebrity”, con Leonardo DiCaprio, sbeffeggia il mondo patinato di Hollywood e con “Accordi e disaccordi”(1999) rende di nuovo omaggio al suo amato jazz, assoldando il grande Sean Penn, anche se non ottengono molto successo.

Il successo di “Match Point” e “Vicky Cristina Barcelona”.

Il passaggio con la Dreamworks di Spielberg gli da maggiore vigore e torna ai fasti del passato con “Criminali da strapazzo”(2000), seguito da “La maledizione dello scorpione di Giada”(2001) e “Hollywood Ending”(2002) incentrato di nuovo sulla figura di un regista in forte declino che, però, riesce a finire il suo film. Jason Biggs e Christina Ricci vivono il loro amore impossibile in “Anything Else”(2003). Il suo pubblico sembra non seguirlo più come una volta, ma ecco arrivare il blockbuster “Match Point”(2006) con Scarlett Johansson e Jonathan Rhys-Meyers. La pellicola racconta una storia d’amore, tradimenti e delitti, ambientata a Londra, che portò ad Allen l’ennesima nomination per la Migliore sceneggiatura originale. La Johansson diventa la sua musa anche in “Scoop”, accanto a Hugh Jackman e girato sempre a Londra, ma anche di “Vicky Cristina Barcelona”(2008), dove la bella attrice recita con Javier Bardem e Penelope Cruz.

Gli ultimi film e “Irrational Man”.

Nel 2010, con “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”, Allen intreccia le storie d’amore di due coppie, facendoci nuovamente capire quanto è illusorio l’amore. L’anno dopo si sposta nella magica Parigi con l’onirico “Midnight in Paris” , che riceve 4 nomination agli Oscar vincendo quello per la Migliore sceneggiatura originale. Nel 2012 è a Roma per “To Rome With Love”, commedia corale con Roberto Benigni, Penelope Cruz, lec Baldwin, Riccardo Scamarcio, Judy Davis, Ellen Page e tantissime altre star. L’anno dopo, con “Blue Jasmine”, fa guadagnare un altro Oscar alla bravissima Cate Blanchett, in crisi esistenziale e col marito. Magia, amore e illusone si mescolano nella commedia “Magic in the Moonlight” (2014), con Colin Firth e Emma Stone. L’attrice è anche la protagonista del suo ultimo film, “Irrational Man”, accanto a Joaquin Phoenix, presentato, fuori concorso, al Festival di Cannes 2015, che racconta la storia di un professore universitario (Joaquin Phoenix) travolto da una pericolosa storia d'amore con una sua studentessa. La pellicola arriverà nei nostri schermi a partire dal prossimo 16 dicembre.