È morto l'attore Antonio Pennarella, grande interprete contemporeaneo della tradizione teatrale e cinematografica napoletana. Aveva 58 anni, era malato da tempo. Ha lavorato con i migliori registi e autori, da Marco Bellocchio ad Antonio Capuano, da Stefano Incerti a Marco Tullio Giordana, in ruoli mai facili e sempre di grande impatto. Il grande pubblico lo conosce bene per il personaggio di Nunzio di Un Posto al Sole.

La carriera di Antonio Pennarella

Comincia la carriera di attore a venti anni lavorando principalmente a teatro, formandosi nelle attività laboratoriali di Galleria Toledo. Le prime pellicole negli anni '90, spesso in ruoli drammatici, da antagonista e di difficile interpretazione. Complice il suo volto spigoloso, il suo sguardo crudo, Antonio Pennarella è riuscito a districarsi in ruoli non facili come quelli di un padre e di un marito violento in "Pater Familias" di Francesco Patierno, nel 2002, o di quello di Libero, camorrista inetto in "Luna Rossa" di Antonio Capuano, nel 2001. Più di recente ha lavorato in "Natale col boss" di Volfango De Biasi (2015), "Indivisibili" di Edoardo De Angelis (2016) e "Nato a Casal di Principe" di Bruno Oliviero (2017).

Il successo di Un posto al sole

La consacrazione agli occhi del grande pubblico arriva con "Un posto al sole" e un altro personaggio a suo modo complesso, quello di Nunzio Vintariello, il nonno camorrista di Nunzio Cammarota. Gli anni 2000 sono quelli più fulgidi per lui sul piano soprattutto televisivo, apparendo in fiction nazionalpopolari dai grandi ascolti: "La squadra" e il suo spin-off "La nuova squadra", "Provaci ancora prof", "Il tredicesimo apostolo", "Il coraggio di Angela", "Il clan dei camorristi", "Il sindaco pescatore", "Capri". In "Sotto Copertura", serie tv del 2015, ha ricoperto il ruolo del boss dei casalesi, Michele Zagaria