12 Novembre 2011
12:52

Immortals, Teseo contro gli Dei nel nuovo film di Sigh [la recensione]

L’antica Grecia torna al cinema grazie alla regia di Tarsem Sigh e di un cast favoloso composto da Henry Cavill, Stephen Dorff, Luke Evans, Isable Lucas, Freida Pinto, John Hurt, Mickey Rourke.
A cura di Ciro Brandi

L’antica Grecia torna al cinema grazie alla regia di Tarsem Sigh e di un cast favoloso composto da Henry Cavill (che sarà il nuovo “Superman” per il grande schermo), Stephen Dorff, Luke Evans, Isable Lucas, Freida Pinto, John Hurt, Mickey Rourke.

Il titano Iperione (Mickey Rourke) dichiara guerra all'umanità e tenta di impossessarsi di un arco leggendario, creato da Ares, che gli permetterà di liberare i titani dal Tartaro, dove erano stati rinchiusi dagli dei dell'Olimpo. Gli dei, non potendo prendere parte alle guerre umane, scelgono un uomo che guidi l'umanità contro Iperione: Teseo (Henry Cavill), aiutato dalla Sibilla Fedra (Freida Pinto).

E’ sempre un piacere vedere un bel film sulle avventure epiche degli eroi greci, ma stavolta Sigh (regista visionario di “The Cell” e “The Fall) ha calcato un pò troppo la mano, mettendo insieme tantissimi elementi e dando vita ad un collage confuso e strampalato. I personaggi sono solo abbozzati, i dialoghi usciti da libri universitari pesanti e vecchi eil plot è solo un banale pretesto per fare sfoggio della violenza più becera e gratuita, peggio che in “Scontro tra Titani”. Si salva alla grande Henry Cavill, un Teseo perfetto ma che resta fossilizzato nel suo ruolo di eroe leggendario senza macchia e senza paura,, ma non va oltre e si tiene ben lontano da quel Re Leonida (Gerard Butler) che ha reso un cult il film “300”. Sacrificati sono anche Stephen Dorff, nei panni dello schiavo Stavros, Freida Pinto, in quelli di Fedra, e il palestratissimo Kellan Lutz in quelli di Poseidone, le cui battute si possono contare sulle dita di una mano.

La regia è molto dinamica, visto che per la maggior parte del film assistiamo a scene action e a nient’altro. Il 3D in alcuni punti (pochi) è affascinante e coinvolgente ma non basta a rendere interessante tutto il progetto. I costumi sono assolutamente ridicoli e surreali, la fotografia tende a sottolineare dettagli inutili (statue, cinturoni e alberi).  Lo scontro finale ricorda molto “Il Signore degli Anelli”, vedere per credere.

Un film del genere non può essere costruito come “tagli e cuci” di altre pellicole di successo, è irrispettoso nei confronti del pubblico e sminuisce il lavoro degli attori stessi, chiamati quasi ad interpretare una parodia di altri personaggi.

Voto: 4

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