4 Giugno 2010
15:47

Lillo & Greg, trasgressive voci in Humpday

Esce oggi (venerdì 4) nelle sale Humpday, commedia indipendente e provocatoria di Lynn Shelton con le voci imprevedibili di Lillo e Greg.
A cura di Emanuele Rauco
Mark Duplass e Joshua Leonard in Humpday

Il doppiaggio, molta croce e poca delizia del sistema cinematografico italiano, di solito fa ricorso a divi e celebrità solo in qualche caso raro, come il discusso Claudio Santamaria nei due Batman di Nolan (e del terzo è stata annunciata l'uscita) , o nei cartoni animati. Quindi è ancora più sorprendente la scelta di Lillo & Greg, duo comico-musicale di grande talento, come voci di Humpday, commedia indipendente a bassissimo budget di Lynn Shelton, esponente di punta del movimento mumblecore, che propone un cinema alternativo e libero all’improvvisazione. La storia del film è quella di Ben e Andrew, amici che non si vedono da molto, che persi in discussione di fumo e alcool decidono di girare un porno gay; ma l’effettiva realizzazione del progetto non sarà di così facile realizzazione.

Quello che sembrerebbe il plot di una commedia pecoreccia stile American Pie diventa invece una ricognizione ironica e sorprendentemente cauta, scritta dalla stessa regista sul tema dell’omofobia come segno culturale e della difficoltà di comunicare i sentimenti, qualunque sentimento. Infatti il vero cuore del film, più che le prevedibile ironie e sottintesi sul rapporto tra etero e omosessualità, è la descrizione di un’amicizia virile che cerca di capire di cosa è fatta e quali sono i suoi limiti.

In pratica, quello che fanno i film campioni d’incassi di Judd Apatow (come Funny People o Molto incinta con Katherine Heigl, ex Izzie Stevens in Grey's Anatomy) ma con meno ipocrisia, rendendo chiave di stile i tentennamenti che gli uomini provano nel mostrare i loro lati teneri: macchina a mano, dialoghi improvvisati, la macchina da presa lasciata accesa per riprendere i momenti di verità degli attori (come avviene in una scena del film) sono elementi che Lynn Shelton costruisce con qualche compiacimento e lungaggine di troppo, ma con un senso dell’ironia interessante. Improba in un certo senso la prova di Lillo e Greg, che devono inserire la loro voce caratteristica nella recitazione naturale e spontanea di Mark Duplass e Joshua Leonard, ma dopo un po’ fatta l’abitudine non se la cavano male. E rendono piacevole una commedia piena di ripensamenti (mumblecore, come il pensiero nei fumetti) e vuota di pretese, non per tutti i gusti.

Emanuele Rauco

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