Per la prima volta dalla realizzazione del film è Naomi Watts, l'attrice che porterà Lady D sullo schermo, a parlare della pellicola più temuta dalla famiglia reale inglese: quella che racconta gli ultimi due anni di vita di Diana. L'attrice scelta per interpretare la principessa triste ci ha pensato a lungo prima di accettare l'invito arrivato dal regista tedesco Oliver Hirschbiegel: ripercorrere gli ultimi anni di vita di Diana nel film sulla sua vita l'ha messa di fronte a una serie di dubbi morali difficili da superare, trattandosi di un personaggio così amato ma allo stesso tempo, così controverso. Diana, l'indimenticabile principessa inglese, è stata la donna che con le sue scelte ha sfidato la monarchia, iniziando una corsa terminata bruscamente sotto il tunnel del Pont de l'Alma, a Parigi. Il film "Diana" racconterà proprio le passioni vissute dalla Principessa negli ultimi due anni della sua vita, dalla separazione da Carlo d'Inghilterra al rapporto con Hasnat Khan e con Dodi Al Fayed, l'uomo che con lei perse la vita in quell'ultima, fatale corsa contro i fotografi.

Non mi sono certo posta il problema di diventare una Principessa, ma, piuttosto, quello di interpretare il film Diana. Perché, lo confesso, ho avuto molti dubbi anche morali prima di firmare il contratto. Non è la prima volta che indosso i panni di un personaggio reale, ma la partita ora è diversa. Perché ho dovuto rendere l'umanità e l'estremo bisogno di amore di una donna che, contro il suo stesso volere, è diventata un'icona sempre da discutere.

Così parla la Watts, l'attrice che porterà Diana al cinema. Il film – già molto discusso in America – uscirà a settembre negli Usa e in Inghilterra per poi approdare nelle sale italiane a ottobre:

In verità, la trama è semplice perché affronta con piglio cronachistico gli ultimi due anni di vita di Diana Spencer, per tutti Lady D, e i suoi legami con il chirurgo pachistano Hasnat Khan e con Dodi Al Fayed. La nostra non è una biografia ma il viaggio interiore e psicologico di una donna. Lo sceneggiatore Stephen Jeffreys ha consultato libri, articoli e ogni possibile testimonianza. Io ho letto con molta attenzione e partecipazione il libro di Sarah Bradford Diana perché volevo capire com'era mutato, come si era formato il carattere di quella che era diventata e sempre sarebbe rimasta la Principessa di Galles, ma che sempre aveva conservato dentro di sé la freschezza della timida ragazza che voleva diventare una musicista o una ballerina classica.

Fondamentale è lo spazio che la pellicola dedica al rapporto tra Diana e i figli William e Harry, probabilmente le persone più importanti nella vita della principessa:

Lady Diana con Carlo d’Inghilterra e i figli William e Harry
in foto: Lady Diana con Carlo d’Inghilterra e i figli William e Harry

Per loro ha sempre aggirato qualsiasi dovere istituzionale. Per William e Harry ha tentato di vivere un'esistenza normale, una quotidianità serena e affettuosa. Mi rendo conto che la famiglia reale teme questo film. Non è mai stata contenta della decisione di girarlo e di ripercorrere anche il drammatico incidente automobilistico del 1997, che causò la morte di Diana, di Dodi e dell'autista della Mercedes, Henri Paul, sulla quale viaggiavano. Ripeto: non c'è stata alcuna disponibilità dai membri della famiglia reale. Io ho cercato di dare solo amore a questa donna, che nel film appare in tutta la sua complessità davvero molto lontana da tanti pettegolezzi su di lei. E' vero che penso a Diana e a Marilyn Monroe con la stessa intensità: per me c'è qualcosa di simile nello sbandamento interiore che la vita ha procurato a queste due donne dall'apparenza solare. Entrambe, poi, per me avevano non una carica di sensualità e atteggiamenti sexy, ma un calore umano, un modo di comunicare che testimoniavano il bisogno di amare e di essere amate. Lo confermano anche le più segrete depressioni di Diana che le causarono un isolamento psicologico dopo il divorzio da Carlo. In quanto alla sua segreta, privatissima e onesta storia d'amore con Khan, essa è stata affrontata dal regista in profondità, mai in maniera caricaturale o banale. C'era qualcosa che li accomunava profondamente, come per esempio il bisogno di aiutare gli altri.

Hirschbiegel, regista del film, ha voluto inserire anche una sequenza che ripercorre l'intervista che Diana rilasciò a Martin Bashir, la stessa nella quale rivelò pubblicamente di aver tradito Carlo con James Hewitt, ufficiale di cavalleria al quale qualcuno ha perfino attribuito la paternità del Principe Harry:

Per me questa è una delle sequenze clou del film come quella in cui Diana assiste a un'operazione di Khan e quella di un suo viaggio in Angola. A questo film ho dedicato giorni e giorni di studio e per realizzarlo al meglio ho usato parrucche e trucco prostetico, perché il mio naso è decisamente diverso da quello di Diana. Ma sono solo particolari, l’essenza del film è nei sentimenti… E ora che è terminato spesso il mio pensiero va ai figli di Diana, che ormai sono uomini e che sono nati da una fanciulla che a 19 anni e con tutti i sogni d’amore possibili aveva conosciuto a una battuta di caccia il principe Carlo. Mi auguro solo che William e Harry capiscano come il film abbia sempre cercato, sin dalle prime due pagine del copione che ho letto, di restituire a tutti alcune la vera storia, le emozioni globali e, soprattutto, l’amore che Diana ha dato al mondo. Una personalità straordinaria che ha insegnato tanto a chi l’ha ammirata. Prova ne sia il suo funerale diventato un evento collettivo con tanti turbamenti e interrogativi.