È decisamente curioso il percorso che sta facendo ‘Sulla mia pelle', il film dedicato agli ultimi giorni di Stefano Cucchi interpretato da un sorprendente Alessandro Borghi. Il film è disponibile su Netflix ed è uscito in un numero limitato di sale (84), nelle quali ad oggi ha incassato 244,5 mila euro e totalizzato 37.000 spettatori paganti. Il vero boom della pellicola, però, si sta manifestando nelle tantissime proiezioni gratuite in tutta Italia, che nonostante la violazione del copyright stanno portando ampie fette di pubblico. A far discutere, ora, è anche un episodio verificatosi durante la proiezione (a pagamento) del film a Riccione, in cui era presente anche Ilaria Cucchi, la sorella del giovane morto a 31 anni dopo un arresto per droga, in seguito alle percosse subite da alcuni Carabinieri. Con lei Fabio Anselmo, il legale che rappresenta la famiglia Cucchi. Da anni attiva in una campagna per far condannare i responsabili, Ilaria ha denunciato su Facebook la presenza di poliziotti in borghese in sala:

Ieri sera eravamo a Riccione nella sala Cinepalace dove ci hanno riservato una splendida accoglienza. Mentre stavamo entrando in sala ho notato due poliziotti in borghese proprio lì davanti. Io e Fabio ci siamo presentati. “Buona sera! Siete venuti a vedere il film? Grazie”. Erano chiaramente lì per servizio e ci sono rimasti fino alla fine, fino a che non se ne è andato l’ultimo spettatore. Dopo un breve incontro col pubblico. Contemporaneamente in tutta Italia alle proiezione di “Sulla mia pelle” succedeva questo. Ma al Questore di Rimini vorrei chiedere che cosa gli ha fatto pensare che fosse proprio assolutamente necessario far piantonare proprio la sala del cinema di Riccione dove eravamo ospiti io e Fabio?

Il chiarimento telefonico con il questore di Rimini

In seguito, Ilaria Cucchi ha spiegato di aver chiarito telefonicamente la questione con Maurizio Improta, questore di Rimini. Sembra che la presenza delle forze dell'ordine sia una procedura regolare in caso di eventi di richiamo.

Ho ricevuto la telefonata del questore di Rimini Dott. Improta che mi ha fatto molto piacere. Mi ha detto che ha visto il film ed è stato d'accordo con me sul fatto che è molto equilibrato. Io credo che rappresenta soltanto la sofferenza di Stefano e gli restituisce umanità anche attraverso il racconto degli errori che ha commesso. Il questore mi ha detto che i due poliziotti erano all'entrata della sala per prassi. Io devo dire che non ho assolutamente nulla contro di loro, anzi mi sono presentata e gli ho stretto la mano. Confesso però che vederli lì per tutto il tempo mi ha fatto un certo effetto e non mi era mai successo prima in tutte le volte che sono andata al cinema.
Comunque la prossima volta mi piacerebbe che entrassero a vederlo.

Il film sulla morte di Stefano Cucchi

Diretto da Alessio Cremonini e presentato in anteprima nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia, il film è una ricostruzione attenta e imparziale sugli eventi che hanno portato alla morte di Cucchi, basato sulle 10mila pagine di atti giudiziari. Al fianco di uno straordinario Borghi, recitano Jasmine Trinca nei panni di Ilaria Cucchi e Max TortoraMilvia Marigliano nel ruolo dei genitori Giovanni e Rita Cucchi. Stefano è morto nel 2009 all'ospedale Sandro Pertini alcuni giorni dopo le percosse ricevute in seguito all'arresto. La vicenda è attualmente ancora al centro di un procedimento giudiziario.