Il colpo di scena sul caso Cucchi, con l'ammissione da parte di uno dei carabinieri che ha ammesso, di fatto, il pestaggio al geometra romano nell'ottobre 2009, squarcia definitivamente il velo di opacità su uno dei casi di cronaca più discussi e dolorosi della storia recente italiana, ripercorso in modo eccellente dal film "Sulla mia pelle", con protagonista Alessandro Borghi nei panni proprio di Stefano Cucchi, deceduto in carcere diversi giorni dopo il suo arresto a causa di gravissime condizioni fisiche.

Alessandro Borghi ha esultato alla notizia tramite la sua pagina social, riportando un ritaglio di giornale con la notizia e la didascalia, in romanesco: "La giustizia è lenta ma ariva pe' tutti". Sotto, campeggiante, il volto di Stefano Cucchi in salute e sorridente.

L'ammissione di Francesco Tedesco

La svolta nel caso Cucchi è arrivata in queste ore, a inizio udienza del nuovo processo che vede cinque carabinieri imputati per la vicenda della morte del ragazzo romano, avvenuta nel 2009. Francesco Tedesco, uno dei militari imputati, ha “chiamato in causa” due dei colleghi coinvolti con lui nel procedimento penale per il presunto pestaggio del giovane dopo il fermo. Si tratta di Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro che devono rispondere di omicidio preterintenzionale, così come lo stesso Tedesco. Sono imputati anche Roberto Mandolini di calunnia e falso, e Vincenzo Nicolardi di calunnia.

"Sulla mia pelle", il film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi

Grande attenzione da parte dell'opinione ha ricevuto il film "Sulla mia pelle", in cui Alessio Cremonini ha diretto Borghi, Trinca, Max Tortora, Rita Calore nel racconto chirurgico, per certi versi freddo, di questa triste vicenda che ha caratterizzato gli anni recenti della storia di questo paese. Il film è uscito il 12 settembre 2018 nelle sale ed è stato reso contemporaneamente disponibile da Netflix nella stessa data, creando così il primo precedente in Italia di un prodotto presente contemporaneamente in sala e sulla piattaforma streaming.