Aveva solamente 21 anni quando fu scelta da Terence Young come Bond Girl nel film “A 007, dalla Russia con amore”, incantando Sean Connery e il mondo intero. La bellissima Daniela Bianchi, il 31 gennaio, compie 75 anni e ha iniziato prestissimi a lavorare nel mondo della moda e del cinema, girando circa 16 pellicole, preferendo, ad un certo punto, dedicarsi alla famiglia. Nessuno, però, ha mai dimenticato che è stata la prima Bond Girl italiana in uno dei film più belli della saga della spia al servizio di Sua Maestà.

I concorsi di bellezza e i primi film.

La Bianchi è nata a Roma e, fin da piccola, ha studiato danza. Durante gli anni dell’adolescenza, ha accantonato il sogno di diventare ballerina per dedicarsi alla carriera di fotomodella. Nel 1958, ottiene un piccolo ruolo ne “La ragazza del peccato”, di Claude Autant-Lara, con Brigitte Bardot e Jean Gabin, mentre a soli 18 anni, vince il titolo di Miss Roma, arrivando seconda anche a Miss Mondo e portando a casa il titolo di Miss Fotogenica. Nel 1961, è sempre in Francia sul set de “La notte e il desiderio”, di Marc Allégret e, l’anno successivo, è sul set della commedia “Una domenica d’estate”, diretta da Giulio Petroni.

“A 007, dalla Russia con amore” e i grandi film italiani.

Nel 1963, il regista Terence Young la sceglie per il ruolo della spia sovietica Tatiana Romanova in “A 007, dalla Russia con amore, secondo film della saga di James Bond, con Sean Connery, che registrò incassi record, superando addirittura quelli di “Licenza di uccidere”, del 1962. La Bianchi, in realtà, sostituì la magnifica e compianta Virna Lisi, che rifiutò il ruolo, dandole così la possibilità di farsi conoscere a livello internazionale. Dopo la straordinaria avventura sul set con Young, al Bianchi torna a lavorare in Francia con Claude Chabrol, per il film “La tigre ama la carne fresca”(1964), ma già nel 1965 è sul set di “Slalom”, di Luciano Salce, con Vittorio Gassman e de “L’ombrellone”, diretto da Dino Risi, con Sandra Milo, Enrico Maria Salerno, Jean Sorel e Leilio Luttazzi.

Gli spy movie e l’ultima apparizione in “Noi non siamo come James Bond”.

Purtroppo, la Bianchi non riuscirà mai a scrollarsi di dosso l’etichetta del personaggio della spia di 007 e, infatti, accetterà ruoli in spy movie di serie B o parodistici come “Baleari Operazione Oro”(1966), di José Maria Forqué; “Missione Lady Chaplin”(1966), diretto da Alberto De Martino e Sergio Grieco; “Requiem per un agente segreto”(1966), per la regia di Sergio Sollima; “Troppo per vivere… poco per morire”(1967), di Michele Lupo; “Dalle Ardenne all’inferno” e “OK Connery”(1967), diretti da Alberto De Martino e “Scacco Internazionale”(1969), di Niny Rosati. Dopo il matrimonio con un armatore di Genova, la Bianchi decide di ritirarsi dalle scene per dedicarsi a tempo pieno a suo figlio, Filippo, anche se ha preso parte al documentario “Noi non siamo come James Bond”, del 2012, di Mario balsamo, in cui il regista racconta il suo percorso di cura e guarigione da un cancro, assieme all’amico Guido Gabrielli. I due narrano la loro storia partendo dalle passioni comuni per i viaggi e per James Bond e, come pretesto, hanno una missione da portare a termine, cioè quella di incontrare James Bond. Incontreranno, quindi, la Bianchi, sempre bellissima e di un’eleganza al di fuori dal comune, per avere delle informazioni utili e tenteranno di chiamare al telefono, più volte, Connery.