Il mondo del cinema ha perso una delle sue colonne più imponenti di sempre. Classe, eleganza, talento, sensualità e magnetismo innato, hanno fatto di Virna Lisi una delle poche dive degne di fregiarsi altamente di tale titolo. Negli ultimi anni ha dato prova delle sue capacità in televisione, in fiction di clamoroso successo, ma la carriera cinematografica della grande attrice è sterminata, e inizia nel lontano 1953, e negli anni ha preso parte a film che sono perle della cinematografia italiane e internazionale. Di seguito, ne trovate 10 che vanno assolutamente recuperati e rivisti, ma sarebbe stato più giusto fare una top 50 visto che, tra le pellicole girate dall’attrice, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

“Le bambole” (1964)

Le bambole” è un film, in quattro episodi, del 1964 diretto da Dino Risi, Luigi Comencini, Franco Rossi e Mauro Bolognini. La pellicola racconta di storie di amori, tradimenti e litigi e i quattro episodi sono: "La telefonata”, con Virna Lisi e Nino Manfredi, “Il trattamento di eugenetica”, con Elke Sommer e Maurizio Arena, “La minestra”, con Monica Vitti e Orazio Orlando e “Monsignor Cupido” con Gina Lollobrigida, Akim Tamiroff e Jean Sorel. “La telefonata”, quello con la Lisi, ha come protagonisti Giorgio (Manfredi) e Luisa (Lisi), due giovani sposi innamoratissimi. In un pomeriggio d’estate, Giorgio cerca di convincere la moglie a fare l'amore, ma i preliminari sono interrotti da una telefonata della madre di lei. Luisa, malgrado le proteste di Giorgio, resta a lungo a chiacchierare con la madre, passando da argomenti futili a discussioni risentite. Giorgio adocchia nel palazzo di fronte la nuova inquilina, una ragazza procace e molto disinibita, e si finge un venditore di enciclopedie per entrare nel suo appartamento. Luisa, senza accorgersi di nulla, continua la telefonata.

“Tenderly” (1968)

Il regista Franco Busati dirige Virna Lisi e George Segal, una coppia eccezionale sul grande schermo. I due sono Iolanda e Franco, due vecchi amici d'infanzia che s’incontrano per caso alla stazione di Bologna. Dopo un breve colloquio scoprono che nessuno dei due si è sposato. Mentre Franco è un medico con una brillante carriera alle spalle, lei lavora solo quando ha bisogno di soldi. Dall'incontro nasce l'amore, ma anche una serie di incomprensioni dovute alla diversa mentalità che li divide. Bellissimo.

“Zanna Bianca”(1973)

Il film del 1973, diretto da Lucio Fulci, ha avuto un grandissimo successo di pubblico e anche un sequel, nel 1974, intitolato “Il ritorno di Zanna Bianca”. Ispirato al romanzo di Jack London, il film presenta trama e personaggi in gran parte diversi, pur mantenendo Beauty Smith, che organizza combattimenti tra cani, nel ruolo di antagonista della storia. Commissario governativo e scrittore, Scott si reca a Dawson City con il fratello Kurt per documentarsi sui cercatori d'oro nel Klondyke. Viene accompagnato da una guida indiana, Charlie, che porta con sé il figlioletto Mitsah e il lupo Zanna Bianca. Tutti gli interessi e gli affari della città sono il mano al losco Beauty Smith che, tra l'altro, ha messo gli occhi su Zanna Bianca. Virna Lisi è Suor Evangelina che è arrivata da poco in città con l'intenzione di aprire un ospedale. La suora curerà Mitsah, mentre Charlie viene insultato dagli scagnozzi di Beauty Smith in quanto indiano.

“Al di là del bene e del male” (1977)

La regista di “Al di là del bene e del male”, del 1977, è Liliana Cavani. Il titolo è tratto dall'omonima opera del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, protagonista del lungometraggio. La storia narra di una donna e due uomini che tentano la costruzione di un triangolo sentimentale nella Roma di fine Ottocento. Ma i lati congiunti presto si separano in rette schizzate: uno diventa omosessuale, l'altro impazzisce, e la donna ­ vero motore della storia ­ si ri fa una verginità protofemminista. Il ruolo di Elisabeth Förster-Nietzsche portò a Virna Lisi il Nastro d'argento e la Grolla d’Oro come Migliore attrice non protagonista.

“La cicala” (1980)

E’, senza dubbio, uno dei più bei film dell’atttrice. Diretto da Alberto Lattuada, e tratto dal romanzo omonimo di Natale Prinetto e Marina Daunia, il film racconta una storia che ha al centro “La Cicala”, un bar albergo con annesso distributore di benzina gestito da Annibale Meneghetti (Anthony Franciosa) e da sua moglie Wilma (Lisi). E’ anche il nome di una zingara che è l'ultima appassionata ammiratrice di Wilma dall'epoca in cui questa faceva la cantante. Il posto è molto poco sofisticato e frequentato da camionisti, ma le insidie maggiori per Wilma vengono dalla rabbia di sua figlia Saveria (Barbara De Rossi). Lattuada, giusto per non prendersi sul serio, ha definito questo suo melodramma come un fotoromanzo cinematografico. In realtà è un melodramma passionale pieno di vizi e lacrime. La Lisi è fenomenale come non mai e per la sua performance ha vinto il David di Donatello e la Grolla d’Oro.

“Sapore di mare” (1982)

E’ una delle commedie italiane più amate di sempre. Diretta da Carlo Vanzina, nel 1982, il film ha tra i protagonisti  Jerry Calà, Christian De Sica, Isabella Ferrari, Marina Suma e la straordinaria Virna Lisi, nei panni di Adriana Balestra, una 40enne, amica di famiglia del giovane nerd Gianni (Gianni Ansaldi) che riceve le visite del marito soltanto nei fine settimana, facendo invaghire così il giovane, già fidanzato con la bella Selvaggia (Isabella Ferrari). Anche in questo caso, la Lisi vinse il David di Donatello e il Nastro d’Argento Migliore attrice non protagonista.

“Buon Natale… Buon anno” (1989)

Il film di Luigi Comencini è ispirato all'omonimo romanzo di Pasquale Festa Campanile. La pellicola è ambientata a Roma. I coniugi Gino (Michel Serrault) ed Elvira (Lisi), dopo quarant'anni di matrimonio, devono separarsi. Uno sfratto li ha privati della casa e ora vivono, uno con una figlia e uno con l'altra, ai capi opposti della città. La lontananza però risveglia in loro sentimenti di affetto e desideri che sembravano sopiti per sempre. Ancora una volta Virna Lisi vince Nastro d'Argento  come Migliore attrice protagonista.

“La Regina Margot” (1994)

E’ uno straordinario film del 1994, diretto da Patrice Chéreau, e basato sull'omonimo romanzo di Alexandre Dumas padre. La pellicola vinse il Premio della Giuria al 47° Festival di Cannes, durante il quale fu presentato, e fu candidato agli Oscar per i Migliori costumi. Virna Lisi, per l'interpretazione di Caterina de' Medici, ottenne il premio per la miglior attrice a Cannes, il Nastro d'Argento e una nomination come miglior attrice nella 40esima edizione del David di Donatello. Ben 5, infine, le vittorie ai César su 12 candidature. La storia, per chi non la conoscesse ancora, racconta del matrimonio, dettato dalla ragion di Stato, tra Margherita di Valois, sorella di Carlo IX di Francia e figlia di Caterina de' Medici, con l'ugonotto Enrico di Navarra; degli orribili intrighi di corte; della strage degli Ugonotti nella notte di San Bartolomeo (1572); dell'amore fra Margot e La Motte, scampato al mostruoso massacro dei suoi; del passaggio della stessa Margot nel campo degli oppressi. Il tutto è reso formidabile da un cast di attori eccezionali.

“Và dove ti porta il cuore” (1996)

Cristina Comencini porta al cinema, nel 1996, il romanzo omonimo di Susanna Tamaro, raccontando, quindi, la storia di Olga (Virna Lisi), un’ anziana signora che rivolge il suo testamento sentimentale alla nipotina Marta (Valentina Chico), ripercorrendo le tappe di una maturazione difficile e contraddittoria; per risparmiare almeno alla ragazza i periodi bui che complicarono la sua vita. Cresciuta in una famiglia che la abituò a reprimere le emozioni, Olga sposò, per convenienza, un uomo qualunque. L'unico vero amore della sua vita, un medico incontrato in vacanza, morì in un incidente stradale. La performance della Lisi è semplicemente formidabile e, infatti, è stata premiata con il Nastro d’Argento e il Globo d’Oro come Migliore attrice protagonista.

“Il più bel giorno della mia vita” (2002)

In cabina di regia c’è ancora Cristina Comencini, che stavolta narra la storia di una famiglia che si ritrova in una grande villa alla periferia di Roma. Attorno alla capofamiglia, Irene (Virna Lisi), s’incrociano varie esperienze d'amore, più o meno felici. C'è la figlia Sara (Margherita Buy), vedova e incapace di vivere di nuovo l'amore. Rita (Sandra Ceccarelli), invece è madre perfetta e moglie frustrata. E Claudio (Luigi Lo Cascio), che non sa ancora come rivelare la sua omosessualità. Il film ha vinto una caterva di premi e a Virna Lisi sono andati il Nastro D’Argento e il Premio Flaiano.