"Ho perso il mio amico più caro, sono sconvolto": con queste poche ma intense parole, in una dichiarazione affidata al Corriere della Sera, Terence Hill saluta Bud Spencer, morto la sera del 27 giugno a 86 anni.

Il sodalizio tra Bud Spencer e Terence Hill è stato tra i più prolifici e felici nella storia del cinema italiano. "Abbiamo scoperto il comic western senza saperlo", raccontava Hill tempo fa, ma i 17 film girati insieme a suon di gag e sganassoni, da "Dio perdona… io no!" a "I quattro dell’Ave Maria", dalla saga di Trinità ("Lo chiamavano Trinità" e "…continuavano a chiamarlo Trinità") ai viaggi nelle commedia esotico-avventurosa come "Più forte ragazzi" e "Io sto con gli ippopotami" (fino all'ultimo "Botte di Natale", diretto proprio da Hill), non sono stati solo dei cult popolari in Italia quanto all'estero. L'alchimia tra il gigante buono napoletano e il più giovane veneziano, tra quei Carlo Pedersoli e Mario Girotti che scelsero più altisonanti nomi "americani", è stata autentica amicizia.

"Siamo l’unica coppia a non aver mai litigato"

Il mondo intero piange la morte di Bud Spencer, ma forse a nessuno di noi mancherà quanto al suo amico Terence, che qualche tempo fa raccontava come nacque il loro rapporto lungo 50 anni di amicizia dentro e fuori lo schermo

Dovevo essere in coppia con un altro attore che la sera prima di girare si è fatto male e così è stato chiamato lui. Il destino. Siamo l’unica coppia a non aver mai litigato. E proprio perché non c’era invidia siamo diventati amici. A differenza mia, aveva studiato per recitare. Io non ho fatto scuole né accademie. Ma alla fine anche una scimmia impara a recitare.