Renato Pozzetto compie 80 anni. Nel giorno della presa della Bastiglia l'attore festeggia il suo compleanno, raggiungendo un traguardo d'età importante e consapevole di avere lasciato un segno sulla storia della comicità italiana, riscrivendone i confini e portando la risata in un territorio, quello del nonsense, che lui per primo insieme al sodale Cochi, e a molti comici del Derby, furono protagonisti della scena comica milanese tra gli anni Sessanta e Settanta. Un'esperienza che poi Pozzetto portò al cinema, divenendo uno dei protagonisti dei due decenni successivi.

Pozzetto passa l'infanzia a Gemonio, dove nasce da una coppia di lavoratori milanese sfollata dopo i bombardamenti sulla città del '42. Nella città meneghina ci torna con la famiglia dopo l'infanzia. Durante gli studi da geometra, ha modo di conoscere Aurelio Ponzoni, detto Cochi, con il quale inizierà il suo percorso nel mondo del cabaret nel 1964, quando lui stesso data la sua prima esibizione ufficile, fermo restando che di ufficiale ci fosse ben poco, se si considera che Pozzetto e gli altri raccontano la Milano del tempo come una città fatta di vari posti in cui artisti, musicisti, comici e attori si ritrovavano per momenti estemporanei nei quali si contemplavano anche sketch ed esibizioni.

Gli esordi in Rai con Cochi

In quegli anni, oltre a Cochi, stringe rapporti con Enzo Jannacci, Felice Andreasi, Bruno Lauzi e Lino Toffolo. Un incontro artistico che porta alla nascita de "Il Gruppo Motore", gruppo artistico che prendeva il nome proprio dalle caratteristiche esplosive e lo spirito che avrebbero dovuto avere. Poi Cochi e Renato tendono a fare coppia fissa, riuscendo negli anni successivi a riscuotere un ottimo successo che li porta ad essere protagonisti, talvolta conduttori, di programmi televisivi in Rai. Da Quelli della domenica (1968) a Il buono e il cattivo (1972), passando per Il poeta e il contadino – l'incontro che non doveva avvenire nel 1973 e Canzonissima nel 1974.

Il successo in solitaria

Nel frattempo Pozzetto, sempre insieme al suo sodale comico, infilò grazie alla collaborazione con Enzo Jannacci alcuni successi musicali poi passati alla storia, come La canzone intelligente  E la vita, la vita. Ma sono gli stessi anni in cui, pur non troncando la sua collaborazione con Cochi – "gli chiesi il permesso", ha raccontato – Pozzetto avvia un percorso di carriera in solitaria. E il primo risultato è subito un successo, visto che il film Per amare Ofelia gli frutta un Nastro d'Argento. Da lì seguiranno due decenni nel corso dei quali è protagonista di moltissimi film, tra cui titoli indimenticabili della commedia italiana come Il ragazzo di campagna, Lui è peggio di me in coppia con Adriano CelentanoGrandi Magazzini come film corale, ma anche Le comiche con Paolo Villaggio.

Anni sulla cresta dell'onda come uno dei comici più amati d'Italia, che arrivano a una sorta di battuta d'arresto nel 1996, con una lunga pausa prima di un altro film, datato 2007 e da lui diretto. Due anni dopo perderà sua moglie, morta nel 2009, evento che fisiologicamente lo ha molto scosso. Ma Pozzetto ha trovato sollievo nella famiglia e nei nipoti e nel frattempo, oltre ad aver investito nella ristorazione e dato ampio sfogo al suo amore per la provincia e per uno stile di vita "lento" che poco si sposa con i ritmi contemporanei, è anche tornato in scena a teatro con il compagno Cochi. Risale al 2019 il suo ritorno sul palco di Sanremo, dove con Lo Stato Sociale canta proprio l'eterno successo E la vita, la vita.