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15 Aprile 2021
12:38

A Roberto Benigni il Leone d’Oro alla carriera

Roberto Benigni verrà insignito del prestigioso Leone d’Oro alla Carriera, durante la 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Questo l’annuncio del direttore della kermesse, Alberto Barbera, che ha dichiarato: “Si è imposto nel panorama dello spettacolo italiano come una figura di riferimento, senza precedenti e senza eguali”.
A cura di Ilaria Costabile
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Roberto Benigni verrà insignito del prestigioso Leone d'Oro alla Carriera, durante la 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. L'annuncio è stato divulgato da Alberto Barbera, direttore della kermesse, il quale ha sottolineato l'importanza della figura del regista e attore toscano nello spettacolo italiano.

Il commento di Roberto Benigni

Roberto Benigni, non appena è stato messo al corrente della proposta, portata avanti dal direttore Barbera e approvata da Cda del Festival del Cinema di Venezia, ha espresso la sua gioia per questo valente riconoscimento, che va a magnificare il suo ruolo nel cinema italiano. Figura di spicco, distintosi tanto nella regia, quanto nella recitazione e nella sceneggiatura, ha così commentato la notizia: “Il mio cuore è colmo di gioia e gratitudine. È un onore immenso ricevere un così alto riconoscimento verso il mio lavoro dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”.

La motivazione di Alberto Barbera

A commentare questa scelta è stato il direttore Alberto Barbera, che ha voluto chiarire i motivi per cui sia stato individuato proprio il regista toscano come destinatario di un premio così importante che, lo scorso anno, è stato assegnato ad un grande cineasta come Pedro Almodovar. Barbera, quindi, ha dichiarato:

Sin dai suoi esordi, avvenuti all’insegna di una ventata innovatrice e irrispettosa di regole e tradizioni, Roberto Benigni si è imposto nel panorama dello spettacolo italiano come una figura di riferimento, senza precedenti e senza eguali. Alternando le sue apparizioni su palcoscenici teatrali, set cinematografici e studi televisivi con risultati di volta in  volta sorprendenti, si è imposto in virtù della sua esuberanza e irruenza, della generosità con cui si concede al pubblico e della gioiosità appassionata che costituisce la cifra forse più originale delle sue creazioni.

Con passione e una certa attenzione ai dettagli, infatti, il direttore della kermesse ripercorre la carriera di Benigni, sottolineandone la versatilità e l'eclettismo nel reinventarsi in ogni nuova sfida, fosse essa cinematografica, teatrale o televisiva, ricalcandone anche l'immensa passione per la cultura e la letteratura italiana:

Con ammirevole eclettismo, senza mai rinunciare a essere se stesso, è passato dal vestire i panni dell’attore comico tra i più straordinari della pur ricca galleria di interpreti italiani, a quelli di regista memorabile in grado di realizzare film di enorme impatto popolare, per trasformarsi da ultimo nel più apprezzato interprete e divulgatore della ‘Divina Commedia’ dantesca. Pochi artisti hanno saputo come lui fondere la sua comicità esplosiva, spesso accompagnata da una satira dissacrante, a mirabili doti d’interprete – al servizio di grandi registi come Federico Fellini, Matteo Garrone e Jim Jarmusch – nonché di avvincente e raffinato esegeta letterario.

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