Il cinema horror americano saluta uno dei suoi nomi più rappresentativi: il newyorchese Larry Cohen, morto il 23 marzo all'età di 77 anni. Nome di punta della cinematografia indipendente e Maestro del basso budget, fu regista di 21 titoli tra cui "Baby Killer", "Maniac Cop", "Il serpente alato" e "Pick Me Up", episodio della nota serie Masters of Horror, ma anche produttore e prolifico sceneggiatore, con oltre 80 script all'attivo.

Dal blaxpolitation al cinema dell'orrore

Cohen aveva iniziato come autore di serie tv all'inizio degli anni 60, per poi passare alle sceneggiature di film come "Il ritorno dei magnifici sette" e "El Condor". Tra i tanti film da lui scritti, in anni più recenti,  si ricordano anche "Ultracorpi – L'invasione continua" di Abel Ferrara e "In linea con l'assassino" con Colin Farrell. Come regista, iniziò con una serie di film blaxploitation, il noto filone di action e polizieschi con protagonisti afroamericani: si ricordano "Bone", "Black Caesar – Il Padrino nero" e "Tommy Gibbs criminale per giustizia". Poi passò all'horror: oltre a quelli sopracitati, i titoli più celebri restano "It Lives Again", "I vampiri di Salem's Lot" e l'ultra-cult "Stuff – Il gelato che uccide". Cohen diresse inoltre la grande Bette Davis nella sua ultima interpretazione, "Strega per un giorno". Nel 2017 gli è stato dedicato il documentario, "King Cohen: The Wild World of Filmmaker Larry Cohen".

Il ricordo dei colleghi

Diversi registi hanno omaggiato Cohen con grande affetto su Twitter. Guillermo del Toro ha ricordato il cineasta come "Un vero iconoclasta e indipendente", mentre Joe Dante lo ha definito un artista "davvero originale". Secondo Edgar Wright, Cohen "Era davvero una leggenda del cinema indipendente. Per i tanti film divertenti  con soggetti di qualità e idee più grandi dei budget, per così tanti cult che mi hanno ispirato, ti ringrazio Larry".