Nelle scorse ore è venuta a mancare Valentina Cortese, una delle ultime vere diva d'altri tempi del cinema e del teatro italiano, morta all'età di 96 anni. Nella mattina dell'11 luglio è stata allestita a Milano, presso il Piccolo Teatro Grassi, la camera ardente perché amici, conoscenti o semplici ammiratori potessero dare l'ultio saluto ad una grande donna che ha lasciato un segno indelebile sulla storia del cinema italiano. Molte le personalità del mondo dell'arte e della ultura che hanno voluto dare l'ultimo addio a Valentina Cortese. Tra i presenti anche il sindaco della città Beppe Sala, presente nella sala del teatro con la fascia tricolore, simbolo identificativo di ogni primo cittadino.

L'allestimento della camera ardente presso il teatro milanese non è casuale, visto che la carriera di Valentina Cortese ha trovato nel Piccolo teatro Grassi una casa perfetta per esprimersi nel corso degli anni. Commosso era stato il saluto pubblico della struttura: "Ciao adorata Valentina, tu sei il Piccolo, tu sei il teatro e anche di più, ipnotica, raffinata, impetuosa. Tutto il Piccolo Teatro piange la scomparsa di Valentina Cortese, donna splendida, elegante, ironica, attrice immensa, voce e occhi di una scena infinita". Molto intenso il sodalizio tra l'istituzione milanese e la diva, che vi aveva recitato in diverse opere dirette da Luigi Squarzina, Patrice Chéreau e soprattutto Giorgio Strehler, legato alla Cortese da una lunga storia d'amore. Tra queste, "Arlecchino servitore di due padroni", "I giganti della montagna", "Lulù".

Valentina Cortese è stata una signora assoluta del palcoscenico italiano, ma anche protagonista di una filmografia lunghissima che comprende tra i registi che l'hanno diretta nomi come quelli di Federico Fellini ("Giulietta degli spiriti"), Michelangelo Antonioni ("Le amiche") e François Truffaut ("Effetto notte", per cui venne candidata a Oscar e Golden Globe), con film che vanno da "La cena delle beffe" a "La contessa scalza", da "Fratello sole, sorella luna" a "Le avventure del barone di Münchausen".