Addio al regista svizzero Claude Goretta, morto il 20 febbraio nella sua casa di Ginevra all’età di 89 anni. Di origine italiana (il nonno era di Intra, sul lago Maggiore, e si chiamava Goretti), è stato uno dei principali rappresentanti del cinema elvetico negli anni 70. Poi lavorò principalmente in Francia, tra produzioni nazionali e co-produzioni. Tra queste ultime si segnala "La morte di Mario Ricci" del 1983 (prodotto tra Svizzera, Italia, Germania e Francia) con un grande Gian Maria Volonté che per questo film vinse il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes.

La morte a breve distanza da quella di Bruno Ganz

La Svizzera vive così un nuovo lutto in ambito cinematografico. Per una triste circostanza, la scomparsa del cineasta segue a breve distanza quella del conterraneo Bruno Ganz, che lo stesso Goretta aveva diretto nel suo film "La provinciale". Tra le star che hanno recitato con il regista si ricordano anche Gérard Depardieu ne "Il difetto di essere moglie" e una giovane Isabelle Huppert in "La merlettaia".

La carriera di Claude Goretta

Goretta iniziò come giornalista, documentarista e cronista televisivo per poi fondare il “gruppo dei 5”, nucleo iniziale del nuovo cinema elvetico, insieme ad Alain Tanner, Michel Soutter, Jean-Louis Roy e Jean-Jaques Lagrange (più tardi rimpiazzato da Yves Yersin). Tra i film che ha diretto, oltre a quelli già citati, ricordiamo "L'invito",  vincitore del Premio della giuria al 26º Festival di Cannes, il musical  "Orfeo" e "Se il sole non tornasse". Goretta lavorò molto anche in televisione come regista di serie televisive, tra cui alcuni episodi di "Il Commissario Maigret" con Bruno Cremer. Il suo ultimo lavoro è il Tv movie "Sartre, l'âge des passions" del 2006, biografia sentimentale dello scrittore Jean-Paul Sartre.