È giunta da poche ore la sentenza per i carabinieri imputati per il processo bis per la morte di Stefano Cucchi, che sono stati condannati per omicidio preterintenzionale. A commentare la notizia anche l'attore Alessandro Borghi tramite un post su Twitter che, nella sua breve semplicità, racchiude tutto il sentire di chi, a suo modo, ha vissuto la tragedia del geometra romano.

Il messaggio di Alessandro Borghi

Alessandro Borghi è stato, forse nei suoi ricordi lo sarà sempre, Stefano Cucchi. In "Sulla mia pelle" ha vissuto la sua sofferenza, ha vissuto la sua tragedia, sentito la sua paura e percepito la sua disperazione, l'attore romano sa, forse più di chiunque altro quanto difficile sia stata la vicenda del geometra romano morto in seguito a ripetute percosse e alla negligenza delle forze dell'ordine che, in quella notte, lo avevano arrestato. Adesso si può dire, dopo anni di lotte, di cui Ilaria Cucchi, sorella del compianto Stefano, si è fatta portavoce, adesso si può parlare di colpevolezza. E il messaggio di Alessandro Borghi lasciato su Twitter è un pensiero, un mostrare un sentire comune, un'appartenenza nei confronti di una battaglia di cui si è fatto interprete sul grande schermo, mostrando la brutalità di un mondo che spesso non conosciamo: "A Stefano. Sempre", scrive Borghi sul suo profilo.

La sentenza

Sono stati condannati per omicidio preterintenzionale i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro e assolto Francesco Tedesco. Questa la sentenza emessa dopo più di 8 ore di Camera di Consiglio dai giudici della Corte d'Assise di Roma, nell'aula bunker del carcere di Rebibbia, al termine del processo Cucchi bis sulla morte del 31enne romano, arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e deceduto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini. La condanna è di dodici anni per gli ufficiali Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro. Sono stati loro, secondo la prima corte, a picchiare Stefano Cucchi la sera dell'arresto. Francesco Tedesco, invece, è stato assolto dall'accusa di omicidio preterintenzionale ma condannato a due anni e sei mesi per falso. Roberto Mandolini è stata condannato a 3 anni e otto mesi, mentre viene prosciolto Vincenzo Nicolardi.