Dopo aver impersonato Stefano Cucchi in una delle più toccanti e sconvolgenti interpretazioni viste nel recente cinema italiano, Alessandro Borghi è deciso a realizzare un film su Giulio Regeni. Due storie affini, seppur collocati in contesti storico-geografici molto differenti, che non solo rappresentano casi di cronaca molto discussi, ma fanno riflettere su quanto sia difficile capire dove stanno davvero la verità e la giustizia. A complicare il progetto di Borghi, al momento, è la difficoltà a trovare produttori disposto a finanziare e a girare la pellicola.

Perché Borghi vuole dedicare un film a Regeni

L’attore ha partecipato all'Ischia Film Festival, dove è stato insignito dell’Ischia Film Award. Davanti al pubblico del Castello Aragonese, ha ammesso di voler continuare a lavorare a storie delicate a forti, come il progetto di cui si sta occupando al momento. Si tratterebbe di un soggetto storico strettamente connesso ad argomenti molto attuali: "So che sarà difficile fare un altro film come Sulla mia pelle. Non posso entrare nei dettagli, ma per esempio quello che è successo con la Sea Watch è situazione identica a un fatto accaduto durante la seconda guerra mondiale e su cui sto lavorando". "E poi, voglio fare un film sulla vicenda di Giulio Regeni, perché non mi va giù", ha aggiunto Borghi, che già aveva manifestato mesi fa l'intenzione di occuparsi della vicenda del giovane ucciso in Egitto nel 2016. Il mondo produttivo italiano, però, non gli starebbe venendo incontro.

Giulio l'hanno fatto sparire e nessuno se ne assume la responsabilità in nome della diplomazia. Ma la diplomazia va meritata. Ho girato tanti produttori, ho anche detto che sono disposto a produrlo io stesso, ma ho trovato una situazione difficile, almeno in questo momento. Ma abbiamo già dimostrato quale può essere la forza del cinema e sono sicuro che ci saranno tante altre persone che proveranno a raccontare queste storie. Non c'è niente come il potere di empatia immenso del cinema e può raccontare la verità.

Il caso di Giulio Regeni

Giulio Regeni era un dottorando italiano dell'Università di Cambridge che si trovava in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani presso l'Università Americana del Cairo. Venne sequestrato il 25 gennaio 2016 al Cairo e ritrovato senza vita il 3 febbraio, con il corpo reso quasi irriconoscibile da evidenti segni di tortura. Le autorità egiziane, oltre ad aver sostenuto la teoria del sequestro di persona da parte di criminali comuni, hanno fornito scarsa collaborazione all'Italia nelle indagini, mentre si è fatta prepotentemente strada l'eventualità di una responsabilità da parte delle forze di sicurezza locali. Di certo, la verità è ancora ben lungi dall'essere svelata.