Sono passati quarant'anni e gli interpreti di quel capolavoro che fu American Graffiti erano solo dei ragazzi. Il film di George Lucas che ha segnato un'epoca oggi festeggia questa particolare ricorrenza che fa tornare alla mente l'immenso fenomeno che trascinò con sé l'opera del regista di Guerre Stellari. Nel suo accordo con la casa cinematografica erano previsti tutti e due i titoli, ma fu la stessa United Artists a bloccare inizialmente l'inizio della saga, definendolo troppo costoso. Il successo del film con Howard, Dreyfuss e Fors conferì poi al regista il credito per potersi giocare la carta Star Wars.

Lucas disse che con questo film voleva fare "un omaggio nostalgico del regista alla sua gioventù e a quella dei ragazzi degli anni '50-'60 raccontato attraverso una serie di situazioni che mostrano le esperienze di alcuni giovani in un carosello di situazioni, ora comiche, ora patetiche, ora grottesche, ora sentimentali". Si può dire che ci riuscì a pieno, soprattutto attraverso i ritmi scanditi da una colonna sonora memorabile, che spaziava dai Beach Boys al compianto Buddy Holly. Il film  debuttò in Usa il 1 agosto di quarant'anni fa e il giorno dopo fu presentato al Festival di Locarno. I riconoscimenti internazionali forse non dicono tutta la verità sulla portata dell'opera: vinse il Golden Globe e conquistò 5 nomination all'Oscar.