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Amy Pascal, magnate della Sony Pictures, ha sorpreso tutti con il discorso tenuto durante la serata di gala al LA Gay & Lesbian Center. Uno degli scopi della serata era quello di raccogliere fondi per i giovani gay e lesbiche senzatetto. Il ricavato è stato pari ad 1 milione di dollari. Amy Pascal, ospite dell’evento, è intervenuta per muovere una critica verso la maniera offensiva tramite la quale il cinema rappresenta personaggi gay, bisessuali, lesbiche o transgender. Secondo Amy Pascal, le persone apprendono in due modi: tramite la famiglia e tramite ciò che vedono in tv, al cinema e a teatro. Se ben poco si può fare riguardo a quanto viene appreso in famiglia, l’industria del cinema può invece controllare ciò che viene propinato tramite le sue pellicole. Poi aggiunge:

“Le immagini che mi hanno colpito da adolescente, hanno avuto un’influenza su tutta la mia vita e scommetto che ciò sia vero per molti di noi. Ciò che si vede attraverso i media influenza tutti, sia che si tratti di un film, TV, radio, riviste o internet. […] Ciò che vediamo ci insegna come sentirci riguardo a noi e agli altri.”

Amy Pascal è convinta che i ragazzi omosessuali abbiano bisogno di affermarsi mentre gli eterosessuali necessitino di essere educati. In entrambi i casi, il ruolo del cinema può rivelarsi essenziale. Eppure, sino ad ora, sembra aver sempre prevalso un’immagine negativa dell’omosessualità. Anche in capolavori come Philadelphia, Il Talento di Mr. Ripley, Brokeback Mountain e tanti altri, il personaggio principale viene ucciso, torturato oppure si suicida. Un’altra piaga che affligge il cinema quando si tratta di omosessualità sono i luoghi comuni.

“Quante volte avete sentito un personaggio spiegare ad un altro che la peggior cosa dell’andare in carcere non è l’essere imprigionato per il resto della tua vita ma l’omosessualità?”

Ma Amy Pascal è convinta che il cinema possa migliorare e il primo passo potrebbe essere proprio quello di controllare meglio i copioni che vengono proposti:

“Cosa ne pensate se la prossima volta che ognuno di noi si trova a leggere un copione in cui si usano parole come frocio o ricchione, prende una matita e semplicemente le cancella”