È stato confermato l'arresto di Vittorio Cecchi Gori, l'ex produttore cinematografico che, una volta dimesso dall'Ospedale Gemelli di Roma, verrà portato a Rebibbia dove dovrà scontare otto anni, cinque mesi e ventisei giorni di reclusione. Il patron della Fiorentina è stato condannato per i reati finanziari di bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita. La notizia dell'arresto e la reclusione sono stati oggetto del commento di alcuni esponenti del mondo del cinema e della televisione.

L'arresto di Vittorio Cecchi Gori

È di due giorni fa la sentenza della Cassazione che ha reso definitiva la condanna a 8 anni e mezzo per il crac da 24 milioni di euro della Safin Cinematografica, e che conferma la decisione presa nell'ottobre del 2018 dalla Corte di appello romana. In base alla decisione dei giudici di piazza Cavour, saranno riviste, con un Appello bis, solo le condanne accessorie. La notifica dell'arresto è arrivata ieri pomeriggio a Vittorio Cecchi Gori durante il suo ricovero all'ospedale Gemelli di Roma dove è ricoverato tuttoggi, 29 febbraio 2020, sarà poi portato nel carcere di Rebibbia. La decisione di far scontare la pena in carcere, sebbene già negli anni precedenti sia stata evitata la reclusione, per svariate motivazioni dall'indulto alla prescrizione di alcuni capi d'accusa, adesso sembra essere irreversibile.

I commenti dal mondo del cinema e della tv

A commentare l'arresto sono stati alcuni personaggi del mondo dello spettacolo che hanno espresso la loro vicinanza all'ex produttore e hanno mostrato la loro perplessità nel vedere adottata una misura così drastica. Il regista Marco Risi, con il quale Cecchi Gori aveva più volte lavorato, dichiara all'Adnkronos: "In carcere rischia, non può farcela, ha avuto un ictus solo un anno fa", pensiero condiviso anche da un altro grande regista del cinema italiano, ovvero Giovanni Veronesi che dichiara: "È malato, serve accortezza, in carcere potrebbe rimanerci". 

Sempre rivolgendosi alla nota agenzia di stampa si esprime sull'arresto anche Lino Banfi che dichiara: "Sarei felicissimo se dessero i domiciliari a Vittorio Cecchi Gori. Non è solo un fatto di età ma di salute. Andare in carcere può fargli solo male. Mi auguro di cuore per amicizia e perché sono più grande di lui di età che possa stare a casa. Hanno concesso i domiciliari a gente che ha fatto cose molto più gravi". A concludere la cerchia di persone che ritengono ingiusto, o almeno inadatto questo provvedimento,  si aggiunge anche Giuliano Ferrara che su Twitter scrive: "Chiedo scusa, ma Vittorio Cecchi Gori è del 1942. E' minimamente sensato imbastigliarlo?". Si accoda anche Christian De Sica che dichiara: "Portarlo in carcere mi sembra folle".