Quando si parla di Diego Armando Maradona, in un modo o nell'altro ci si deve rapportare con un mito, prima ancora che con un uomo. Un idolo, prima di essere uno dei calciatori più forti di sempre. Nella giornata di sabato 19 Maggio 2019, nella sezione dei film fuori concorso a Cannes, è stato presentato il documentario "Diego Maradona", del regista britannico Asif Kapadia, uno dei più talentuosi registi di genere degli ultimi tempi.

Winehouse, Senna e Maradona: l'arte di ritrarre dei miti

Un documentario atteso che, come un prisma esposto alla luce, metta in evidenza tutte le sfaccettature di un'icona del calcio mondiale, la cui fama è indiscutibile. La bravura di Asif Kapadia, già autore di documentari come "Amy", che omaggia la nota cantante inglese Amy Winehouse, e "Senna", che racconta la vita del grande pilota di Formula Uno Ayrton Senna, risiede  nella capacità di sottolineare l'unicità dei personaggi che descrive. Il docufilm sul campione argentino è strutturato su ben 500 ore di filmati, presi dall'archivio personale di Maradona, che fanno parte di riprese inedite, collocate all'interno dei 130 minuti di lungometraggio come dei veri e propri camei. La lettura diversa di un personaggio già troppe volte etichettato per i suoi eccessi, oltre che per i suoi successi.

Non solo interviste, ma anche sprazzi di vita di un uomo che ha letteralmente avuto un dono, forse divino. Non era usuale la sua bravura ed è quello che il regista inglese cerca di mettere in risalto, visto che nessuno dei grandi talenti dello sport ha mai raggiunto quell'aura di divinità che ha contraddistinto la figura di Maradona. Una divinità derivata forse da un metodo di gioco che un appassionato di calcio direbbe quasi più mentale che fisico, una destrezza nel muovere e dirigere la palla, diversamente dai suoi compagni di squadra e dai suoi avversari, che ha creato un mito senza precedenti.

El pibe de oro, l'altra faccia della divinità

Ma Asif Kapadia è un regista che non si fa frenare dal timore di mostrare il lato nero dei personaggi che sceglie per i suoi film. Se in Amy l'artista ventottenne è mostrata nella sua cupa disperazione, se ne viene esaltata la fragilità e l'oscurità, delineando il ritratto di una Amy Winehouse immersa nella droga e nell'alcol fino a toglierle il respiro, che ondeggia sul palco con quella sua voce roca e così dannatamente jazz, allo stesso modo Diego Armando Maradona è colui che si fa inglobare, da ribelle qual è, in un mondo non propriamente limpido. Un fuoriclasse che si scontra, in un certo momento della sua vita, con la complessità della città che più lo ha amato al mondo: Napoli. La gioventù argentina, la notorietà, la droga, l'alcol, i problemi familiari, i tradimenti e i figli fuori dal matrimonio, i problemi di denaro, la salute vacillante, non c'è nulla che manca in queste due ore di immagini dall'immensa potenza comunicativa.

Quando e dove vedere "Diego Maradona" al cinema

"Diego Maradona" è un documentario che cerca di dare un senso alle domande che da sempre circolano attorno ad una figura così controversa che, come tale, porta con sé mistero e ammirazione. Un viaggio a ritroso nel tempo, con continui salti temporali che rievochino i passaggi fondamentali di una vita vissuta a cento all'ora. El pibe de oro, così come era solito essere chiamato, doveva essere uno dei protagonisti del red carpet di Cannes, ma non si è presentato alla presentazione del film, nonostante la folla di fan che attendevano impazienti il suo arrivo.

Il film presentato l'8 Giugno in anteprima al Biografilm Festival, sarà poi proiettato nelle sale italiane il 23, 24 25 Settembre, distribuito da Nexo Digital e Leone Film Group. Sarà come rivivere la storia leggendaria di un uomo che, a vederlo adesso, quasi non sembra essere la stessa persona ritratta in quelle immagini coì rappresentative e veritiere, che si lasciano alle spalle la spettacolarità del cinema.