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Carlo Verdone: “Un film sulla pandemia? Ci sto pensando, riproporrei una sorta di Furio”

Uno dei più noti registi del cinema italiano, Carlo Verdone, è stato intervistato da Rai News sul futuro del cinema dopo la pandemia. L’attore ha dichiarato che da questa situazione si potrebbe trarre spunto anche per un film, prendendo alcuni dettagli caratteristici: “Inserirei nella commedia solo elementi che si ricollegano a questo periodo, riproporrei una sorta di Furio”.
A cura di Ilaria Costabile
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In un momento così difficile, come quello che l'Italia sta attraversando ormai da due mesi per contrastare l'emergenza coronavirus, in cui sembra davvero di vivere in un film, proprio il cinema può trarre ispirazione da questo periodo storico. A parlarne in un'intervista a RaiNews è Carlo Verdone, l'attore e regista romano ha dichiarato che l'idea di realizzare un film che tragga spunto dalla pandemia potrebbe essere allettante, sfruttando alcuni dei personaggi che sono diventati iconici nel suo repertorio.

Come il virus ha cambiato il rapporto con gli altri

Il regista romano parla apertamente delle conseguenze che questo stato di reclusione forzata, di lontananza e isolamento, hanno portato sull'atteggiamento degli italiani, per niente abituati a questa distanza sociale. La solidarietà e il pensiero che dalle azioni del singolo cittadino possa dipendere la salute degli altri, saranno gli incentivi per far crescere una nuova disciplina verso il prossimo, come spiega appunto Verdone:

Sono certo che ci sarà meno arroganza verso il prossimo, vedi, questo virus ha un comportamento molto democratico, non guarda in faccia nessuno e fa sentire tutti nella stessa barca. Porterà ad una disciplina maggiore verso sé stessi e verso gli altri. Non escludo che però esso possa portare anche a forme di depressione per alcuni legate per esempio al lavoro o a problemi relazionali dovuti alla lunga quarantena. Ma in ogni caso porterà ognuno di noi a riflettere sulla necessità di avere estrema cura del nostro pianeta dal punto di vista ambientale. Perché credo che questo virus è come un ‘avviso di garanzia' che la terra ci manda.

L'idea di un film sulla pandemia

Ma toccando un argomento senza dubbio a lui più vicino, ovvero quello del cinema, l'attore non esclude la possibilità che si possa attingere da questa situazione così anomala, per trarne materiale per un film; magari una commedia dove l'ipocondria potrebbe essere il fulcro dell'intera narrazione: "Inserirei nella commedia solo elementi che si ricollegano a questo periodo. Dobbiamo continuare a scrivere in massima libertà ma non possiamo dimenticare il patema che abbiamo subito e alcuni dettagli comportamentali che andranno leggermente a modificarsi. I virus non restano in eterno e la vita riprenderà. Ma credo che qualcosa non sarà esattamente come prima"

Furio sarebbe il personaggio perfetto

E pensando al personaggio che meglio potrebbe incarnare questa figura c'è, senza dubbio, quello di Furio, uno dei volti più amati del repertorio di Carlo Verdone: rigido, ossessionato dalle regole, dagli schemi che scandiscono le sue giornate. Chi meglio di lui potrebbe incarnare l'individuo impaurito e pronto a riprogrammare la sua vita in vista di una pandemia. E infatti il regista ne tratteggia le eventuali caratteristiche:

Riproporrei una sorta di "Furio" ossessionato dal terrore del contagio in modo parossistico ed ossessivo. Doppia mascherina, scorta di guanti, misurazione due volte al giorno della temperatura corporea, controllo dell'applicazione su dove si è recata la moglie e chi ha incontrato. Purificazione delle maniglie di casa, delle chiavi, del cellulare, delle banconote con alcol. Fuga istantanea da chi ha un colpo di tosse innocuo. Un uomo che finirà dal neurologo o dallo psichiatra perché ce lo manderà la moglie a calci nel sedere.

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