Colin Farrell assediato In linea con l'assassino di Joel Schumacher

Quando qualche anno fa uscì nei cinema In linea con l'assassino, realizzato nel 2002, diretto dal bravo (ma discontinuo) Joel Schumacher, e interpretato da Colin Farrell (che sarà diretto da Cronenberg in Cosmopolis), le attese erano alte, e la trama sembrava davvero intrigante: un mediocre agente pubblicitario cerca di telefonare alla sua amante da una cabina pubblica, ma gli risponde un cecchino che gli intima di non riattaccare perchè lo sta tenendo sottotiro con un fucile, e lo obbliga a confessare in pubblico i suoi peccati se vuole avere salva la vita. Un'idea di base sulla carta ottima, che però si risolve a conti fatti in una messinscena non proprio esaltante, e forse meno coinvolgente di quanto sperato.

La tensione comunque regge abbastanza bene, la breve durata (80 minuti) riduce i tempi morti, e, anche se alcuni colpi di scena lasciano perplessi, nella sostanza ci si trova di fronte a un thriller discreto, e diretto con buona mano, che nella sceneggiatura di Larry Cohen tenta di mettere sul piatto anche temi legati all'amoralità della società contemporanea.

Schumacher è un regista dotato di buon talento visionario, capacità che però nella sua carriera ha messo in luce solo parzialmente. Di lui ricordiamo il non eccelso Ragazzi Perduti, l'ottimo Linea Mortale con Julia Roberts (la donna più bella del mondo) e Kevin Bacon, il commovente Scelta d'amore ancora con Julia (prossimamente con Tom Hanks in Larry Crowne), l'inquietante Un giorno di ordinaria follia con la grande anima west di Robert Duvall, il retorico Il Cliente, due piattissimi sequel di Batman, l'action Bad Company con Anthony Hopkins, fino al barocco cinema-teatro-musical di Il fantasma dell'opera, e al deludentissimo Number 23 con Jim Carrey.

Alessio Gradogna