L'emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova il mondo intero, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche per quanto riguarda l'aspetto economico e sociale. Se in Cina, in Italia e nel resto d'Europa le misure restrittive per contenere il contagio sono state attuate in un lasso di tempo piuttosto immediato, sebbene il cosiddetto lockdown non si sia ancora verificato del tutto. Anche l'America, quindi, corre ai ripari, dopo l'aumentare dei casi positivi anche negli Stati Uniti, arrivati a 3500, i sindaci di New York e Los Angeles hanno deciso di limitare e di arginare la possibilità di assembramenti.

Cinema chiusi a New York e Los Angeles

Incredibile pensare che città come New York e Los Angeles, in continuo fermento, che nell'immaginario comune "non dormono mai", possano essere costrette a ridimensionare il loro continuo viavai, a partire dall'affollamento delle sale cinematografiche. Bill De Blasio ed Eric Garcetti, rispettivamente sindaco di New York e Los Angeles, hanno annunciato che i cinema delle due città dovranno restare chiusi per evitare che possa dilagarsi il contagio. Tra le prime misure che sono state adottate anche in Italia, dal momento che i luoghi chiusi in cui l'assembramento è estremamente facile, fanno proliferare la diffusione del virus. Il primo cittadino di New York si è così espresso su Twitter dopo aver disposto anche la chiusura delle scuole:

Questa non è una decisione che prendo alla leggera. Questi luoghi fanno parte del cuore e dell'anima della nostra città. Fanno parte di ciò che significa essere un newyorkese. Ma la nostra città sta affrontando una minaccia senza precedenti e dobbiamo rispondere con una mentalità in guerra.

Bar e locali chiusi a Los Angeles

Se De Blasio, per ora, sembra non aver esteso queste misure ad altri centri e luoghi di incontro, di diversa opinione è invece Garcetti, che oltre alla chiusura di cinema e teatri ha annunciato anche la chiusura di bar, locali notturni, palestre e altri luoghi di intrattenimento fino al 31 marzo. Per quanto riguarda i negozi di generi alimentari e di prima necessità, oltre alle banche e altri servizi, potranno restare aperti, mentre i ristoranti dovranno utilizzare il servizio a domicilio.