È morta a Milano Valentina Cortese. L'attrice, considerata l'ultima diva del cinema italiano, aveva 96 anni. Originaria di Stresa, è stata, con Anna Magnani, una delle attrici rappresentative del cinema italiano degli anni quaranta. Il primo ruolo importante fu quello di Lisabetta nel film "La cena delle beffe" (1942) di Alessandro Blasetti. Una filmografia sconfinata, da quasi cento film, celebrati nel 2017 alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nello speciale di Francesco Patierno "Diva!". Collaborò a lungo con Giorgio Strehler al "Piccolo" di Milano, con lui ha avuto anche una relazione sentimentale molto importante.

La carriera di Valentina Cortese

Lavorerà con Marcello Mastroianni, giovanissimo, ne "I Miserabili" del 1948. Tornerà a lavorare con lui cinque anni più tardi per il film "Lulù". Partecipa a numerose produzioni americane, sotto contratto per la 20th Century Fox: "Malesia" (1949), "I corsari della strada" (1949), "La contessa scalza" (1954) con Rossano Brazzi, Ava Gardner e Humphrey Bogart. Vince il Nastro d'argento nel 1955 per il film "Le amiche", diretta da Michelangelo Antonioni.

La nomination agli Oscar

Il film "Barabba" nel 1961 le dà la possibilità di recitare in un cast di prim'ordine: Anthony Quinn, Silvana Mangano, Vittorio Gassman e Ernest Borgnine. Diretta da Federico Fellini nel 1964 in "Giulietta degli spiriti", sarà poi al fianco di Ingrid Bergman in "La vendetta della signora". Proprio con Ingrid Bergman si sfiderà per le nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista del 1975: lei per "Effetto Notte" di François Truffaut, la Bergman per "Assassinio sull'Orient Express" di Sydney Lumet. Vincerà la Bergman che sul palco affermò che era proprio Valentina Cortese a meritare il premio.

Il sodalizio con Franco Zeffirelli

Negli anni '70 il sodalizio con Franco Zeffirelli la porta a recitare in "Fratello sole, sorella luna" (1971), nello sceneggiato televisivo "Gesù di Nazareth" (1976) e in "Storia di una capinera (1993). Partecipò anche al film di cassetta "Via Montenapoleone" (1987) di Carlo Vanzina, interpretando una signora ricca incapace di accettare l'omosessualità del figlio.