Peter Fonda è morto. L'attore reso celebre in tutto il mondo dal film Easy Rider si è spento nella sua casa di Los Angeles all'età di 79 anni al termine di una lunga lotta contro un cancro ai polmoni. Co-autore e co-protagonista della pellicola che l'ha reso celebre in tutto il mondo e per la quale era stato anche candidato all'Oscar (candidatura che arriverà anche per L'oro di Ulisse). Sposato tre volte, aveva avuto un'infanzia difficile. Un anno dopo il suicidio delle madre (seconda moglie di Henry Fonda) si sparò per errore nello stomaco rischiando di morire. Proprio questo episodio viene raccontato a Paul McCartney durante una festa a casa dei Beatles. Mentre tutti erano intenti a consumare LSD Peter Fonda racconta il momento da lui vissuto con una frase "I know what it's like to be dead" (so cosa vuol dire essere morto) che sebbene criticata da Lennon perché quel racconto rompeva il momento di gioia della giornata dall'altro finirà, poi, in She Said She Said contenuta nell'album del 1966 Revolver.

I Fonda, una delle dinastie di Hollywood

Peter Fonda era figlio di Henry Fonda (il mitico attore di Furore, La parola ai giurati, C'era una volta il west) e  fratello dell’attrice Jane Fonda, nonché padre dell’attrice Bridget Fonda (che ha recitato in: Scandal, Piccolo Buddha, Jackie Brown).

Easy Rider nei cinema 50 anni fa

Easy Rider uscì nelle sale cinematografiche il 14 luglio del 1969. Dennis Hopper, Jack Nicholson e Peter Fonda scrisse, con pellicola, il manifesto della cultura hippie degli anni '60, una generazione che in quel luglio al cinema guardava Easy Rider e sugli schermi tv (il 20 luglio del 1969) vedeva il primo uomo sbarcare sulla luna.

L'annuncio ufficiale della morte di Peter Fonda dato dalla famiglia

E’ con profondo dolore che condividiamo la notizia della scomparsa di Peter Fonda. Fonda, 79 anni, è morto pacificamente il venerdì mattina del 16 agosto alle 11:05 nella sua casa di Los Angeles, circondato dalla famiglia. In uno dei momenti più tristi della nostra vita, non siamo in grado di trovare le parole appropriate per esprimere il dolore nel nostro cuore. Mentre ci addoloriamo, vi chiediamo di rispettare la nostra privacy. Celebrate il suo indomabile spirito e il suo amore per la vita. In onore di Peter, per favore brindate alla libertà”.

Peter Fonda racconta Easy Rider

"Con Easy Rider travolgemmo ogni regola e scatenammo le ire degli studi, che odiavano me e Dennis Hopper. Solo Jack Nicholson se l'è cavata. A Hollywood pensavano che volessimo fare una rivoluzione: ci chiamavano giacobini. Il governo posso capirlo, ma perché Hollywood aveva tanta paura di noi? Certo, allora solo in certi film europei trovavo qualcosa di interessante. Ma per noi erano anni molto eccitanti. C'era nell' aria in quei tempi un' atmosfera rivoluzionaria: Hollywood era pronta per essere reinventata, la vecchia guardia aveva perso il contatto con il pubblico, soprattutto i giovani. Ed ecco che arriviamo noi, giovani e pieni di idee che la vecchia generazione non capiva; mentre i giovani ci capivano benissimo, e non a caso hanno subito amato Easy Rider. E non eravamo soli: tanti film all' epoca andavano fuori dalle regole, film come ‘Bonnie and Clyde', per esempio. Ma Easy Rider era speciale perché noi protagonisti facevamo davvero parte della generazione del sesso, droga e rock ‘n roll. Quando andammo a Cannes con quel film non sapevano come prenderci: io, Dennis e Jack avevamo i capelli lunghi, fumavamo spinelli, bevevamo, eravamo come i personaggi del film, e la gente impazziva per noi. Il movimento del cinema indipendente di oggi non sarebbe esistito senza i registi di quegli anni. C' era un' atmosfera molto simile a quella che si vive qui a Sundance, con tutti questi giovani pieni di idee, all' inizio delle loro carriere, che vogliono imparare e sperimentare"