Era il 1990 quando usciva nelle sale "Edward mani di forbice", favola dark intrisa di poesia, con atmosfere gotiche mescolate a colori pastello che consacrò il genio di Tim Burton e lanciò Johnny DeppWinona Ryder nell'Olimpo di Hollywood. La storia mixa Frankenstein, Pinocchio e La bella e la bestia: Edward è un ragazzo artificiale costruito da un inventore che però è morto prima di concluderlo, lasciando delle forbici al posto delle mani. Trovato dalla rappresentante di cosmetici Peggy, viene portato nella sua colorata cittadina, dove s'innamora della figlia di lei, Kim, ma subirà i pregiudizi dovuti alla sua diversità. "Edward mani di forbice" è ormai un classico senza tempo: ecco come ha influenzato la carriera degli attori principali.

Johnny Depp, come Edward divenne una star del cinema

Prima di interpretare Edward, straordinariamente espressivo nonostante il pesante trucco (ispirato a Robert Smith dei Cure) e i limiti di movimento dovuti alla natura del personaggio, Depp era "solo" un bad boy del cinema con alle spalle qualche film minore, la serie 21 Jump Street e un piccolo cult neanche troppo conosciuto come "Cry Baby". Grazie al film di Tim Burton, è diventato una superstar di Hollywood. Il visionario regista l'ha eletto suo attore feticcio e l'ha voluto anche in "Ed Wood", "Il mistero di Sleepy Hollow", "La fabbrica di cioccolato", "Sweeney Todd", "Alice in Wonderland", "Dark Shadows" e come doppiatore in "La sposa cadavere". Oltre al sodalizio con Burton, Depp ha costruito una carriera coraggiosa, discontinua e spesso borderline, sul confine tra cinema d'autore o di culto (da "Dead Man" di Jim Jarmusch a "Paura e delirio a Las Vegas" di Terry Gilliam) e la Hollywood più commerciale, che gli ha regalato una grande fortuna con il ruolo del pirata Jack Sparrow nella saga "Pirati dei Caraibi". Sempre poliedrico e trasformista, maschera malleabile oltre che sex symbol adorato dal pubblico femminile, ha spaziato tra i generi e continua a prestarsi al mainstream con il ruolo di Grindelwald in "Animali fantastici", estensione della saga di Harry Potter. Peccato che la sua carriera subisca un po' le turbolenze della sua vita privata: dopo una relazione con la stessa Winona Ryder e un lungo matrimonio con Vanessa Paradis (la loro figlia Lily-Rose Depp è un'affermata attrice e modella), le nozze lampo con Amber Heard si sono concluse con un tormentato divorzio, accuse di violenza coniugale e rumors su una dipendenza dall'alcool da parte dell'attore.

Winona Ryder: il successo, il declino e il ritorno

Rispetto al collega ed ex fidanzato, la carriera di Winona Ryder è stata meno fortunata, almeno sul lungo periodo. Gli anni 90 sono stati la sua epoca d'oro, con film di successo come "Sirene",  "Piccole donne", "Giovani, carini e disoccupati" e soprattutto i capolavori "Dracula di Bram Stoker" di Francis Ford Coppola e "L'età dell'innocenza" di Martin Scorsese. Poi, il declino: nel 2001, l'arresto per taccheggio a Beverly Hills svelò al mondo la sua cleptomania e le costò tre anni di libertà vigilata e un trattamento psichiatrico. Dopo una lunga lontananza dal grande schermo, salvo pochi ruoli, si è timidamente riaffacciata al mondo del cinema con qualche apparizione fulminante (come ne "Il cigno nero") e ha finalmente ritrovato il vero successo grazie al ruolo di Joyce Byers nella fortunata serie "Stranger Things".

Dianne Wiest, l'attrice 2 volte premio Oscar

Altro personaggio importante di "Edward Mani di forbice" è la Peggy di Dianne Wiest, attrice che non è mai diventata una vera e propria star ma resta uno dei volti più interessanti del cinema americano. Il suo nome è legato principalmente a Woody Allen, per cui ha recitato in "La rosa purpurea del Cairo", "Hannah e le sue sorelle", "Radio Days", "Settembre" e "Pallottole su Broadway": per il secondo e l'ultimo di questi titoli ha vinto l‘Oscar come miglior attrice non protagonista. Più recentemente è apparsa in "Synecdoche, New York" e "Il corriere – The Mule" di Clint Eastwood. Sul piccolo schermo ha interpretato il ruolo del procuratore Nora Lewin in "Law & Order – I due volti della giustizia" e negli spin off "Criminal Intent" e "Unità Speciale".

Vincent Price, l'ultimo ruolo per Tim Burton

L'altro volto che viene naturale accostare a "Edward mani di forbice" è quello del grande Vincent Price, interprete dell'inventore che crea il protagonista. Purtroppo, quella nel film di Tim Burton è stata l'ultima interpretazione dell'attore, già malato all'epoca delle riprese e morto tre anni dopo, nel 1993. Era un mito per Burton, che lo idolatrò sin dall'infanzia e gli rese omaggio nel corto animato giovanile "Vincent" (di cui Price fu voce narrante). L'attore americano è un'icona del cinema horror classico degli anni 50 e 60, in film come "La maschera di cera", " L'esperimento del dottor K.", "I vivi e i morti", "Il pozzo e il pendolo", "La maschera della morte rossa", "La tomba di Ligeia". Tra i suoi film più celebri, anche "Bernadette", "Femmina folle" e "I Dieci comandamenti". Molto attivo in tv, ha recitato per il nostro Mario Bava con Franco e Ciccio in "Le spie vengono dal semifreddo" e la sua voce appare nel video di "Thriller" di Michael Jackson. Ha sofferto a lungo di enfisema e del morbo di Parkinson ed è morto di cancro ai polmoni. Le sue ceneri sono state sparse lungo la costa di Malibù, insieme al suo cappello da giardinaggio preferito, e nel centenario della nascita gli è stata dedicata la serie a fumetti Vincent Price Presents.