Nelle scorse ore ha fatto il giro del mondo una presunta intervista rilasciata da Ennio Morricone all'edizione tedesca di Playboy, in cui il grande compositore, che ha compiuto 90 anni il 10 novembre, definiva Quentin Tarantino un "cretino" e il suo cinema "spazzatura". Le dichiarazioni hanno suscitato non poco scalpore, soprattutto perché l'eleganza e la signorilità di Morricone sembrava mal sposarsi con parole tanto dure. Chi ha sospettato ci fosse sotto qualcosa ci ha visto giusto: il Maestro, infatti, le ha prontamente smentite, sostenendo come l'intervista sia totalmente inventata.

Il giallo dell'intervista

Si apre a questo punto un vero e proprio giallo. Ai microfoni di Repubblica, Morricone sostiene di non aver mai incontrato nessun giornalista dell'edizione tedesca di Playboy e che l'intervista in questione (firmata, almeno sul sito, solo a nome della redazione) sarebbe dunque fittizia. Il compositore ha annunciato che procederà legalmente contro la rivista:

Darò mandato ai miei avvocati di denunciare la rivista e il giornalista di cui ignoro nome e volto. Mai incontrato. Sono fuori di me, non capisco come certe cose possano accadere nel giornalismo. Stamattina mi ha chiamato per informarmi di questa vicenda il mio amico Giuseppe Tornatore, ma sono letteralmente caduto dalle nuvole.

Le dichiarazioni riportate da Playboy

Queste le parole che, secondo Playboy Deutschland, Morricone avrebbe pronunciato su Tarantino, con cui lavorò per la colonna sonora di The Hateful Eight: "Quell'uomo è un cretino. Si limita a rubare cose agli altri e a metterle insieme. Non c'è niente di originale in questo e lui non è nemmeno un vero regista. Quindi non è paragonabile ai veri grandi di Hollywood come John Huston, Alfred Hitchcock o Billy Wilder. Loro erano fantastici. Tarantino sta cucinando solo vecchie cose". E ancora, sull'esperienza con il film che gli avrebbe permesso di vincere l'Oscar: "Tarantino mi chiama dal nulla e pretende di avere un risultato finale in pochi giorni. Che è impossibile. Questo mi fa impazzire!  Non lavorerò più con lui". Frasi che in realtà, sostiene il Maestro, non sarebbero mai state pronunciate.