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Ezio Bosso, una vita per la musica

Ezio Bosso e il cinema: le colonne sonore e il sodalizio con Gabriele Salvatores

La morte di Ezio Bosso è un lutto per il mondo musicale ma anche per il cinema: il compositore scomparso a soli 48 anni a causa di una grave malattia neurodegenerativa curò le colonne sonore di film come “Il dolce e l’amaro” e “Nessuno siamo perfetti” ed ebbe un proficuo sodalizio con Salvatore per “Io non ho paura”, “Quo vadis Baby?” e “Il ragazzo invisibile”. Ebbe due nomination ai David di Donatello.
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A cura di Valeria Morini
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Ezio Bosso, una vita per la musica

La morte di Ezio Bosso è un lutto per gli appassionati di musica ma anche per il mondo del cinema. Il compositore scomparso il 14 maggio all'età di 48 anni, vittima di una malattia neurodegenerativa di cui soffriva da anni, aveva infatti curato anche molte colonne sonore di film. Molto prolifico, in particolare, il sodalizio con Gabriele Salvatores. Bosso si definiva "un cinefilo puro", che dalla settima arte trasse grandi soddisfazioni.

Le colonne sonore di Ezio Bosso

Dopo alcuni corti, la prima esperienza cinematografica di Bosso con la soundtrack di un lungometraggio fu "Un amore" (1999) di Gianluca Maria Tavarelli, con Lorenza Indovina e Fabrizio Gifuni. Seguirono "Qui non è il paradiso" (1999), sempre di Tavarelli, e "Ribelli per caso" di Vincenzo Terracciano (2001). Nel 2004 ha curato la colonna sonora di "Rosso come il cielo" di Cristiano Bortone, e nel 2007 quella di "Il dolce e l'amaro" di Andrea Porporati, con Donatella Finocchiaro e Luigi Lo Cascio (premiata con il FICE Award). Nel 2015 ha scritto le musiche per il documentario "Nessuno siamo perfetti" dedicato al fumettista Tiziano Sclavi. L'ultimo lavoro è un altro doc, "The Destruction of Memory" (2016), film internazionale di Tim Slade dedicato ai danni delle guerre sui monumenti e sulla cultura. Inoltre, Bosso ha lavorato per diversi cortometraggi e ha avuto modo di musicare molti classici del cinema muto, come "The Lodger" di Alfred Hitchcock e "Le Voyage dans la lune" di Georges Méliès.

La collaborazione con Gabriele Salvatores

Il sodalizio con Salvatores è iniziato con "Io non ho paura" del 2003, tra i più celebri titoli del regista milanese, per cui Bosso venne candidato ai David di Donatello. Da quella esperiensza nacque anche lo spettacolo teatrale "Io Non Ho paura: 14 danze per bambini intorno a un buco". Il prosieguo della collaborazione, fu nel 2005 con il noir "Quo Vadis, Baby?" con Angela Baraldi e Gigio Alberti. Oltre a curare le musiche originali, Bosso riarrangiò una mirabile versione di "Impressioni di settembre" della Premiata Forneria Marconi. Nel 2015, l'ultima esperienza con Salvatores per "Il ragazzo invisibile", insieme a Federico De Robertis, con tanto di seconda nomination ai David. Sia la soundtrack di "Io non ho paura" che quella di "Quo Vadis, Baby?" hanno vinto il premio al Flaiano Film Festival.

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