"La felicità più grande chi me l'ha data? Il teatro, il successo. Ero una gigiona, l’applauso mi appagava completamente. All’amore ho assegnato il secondo posto". Così parla Franca Valeri, la bellezza di 99 anni compiuti lo scorso 31 luglio. Alla vigilia della sua ospitata al festival fiorentino L’Eredità delle donne (il 5 ottobre), si è raccontata a Io Donna, con una lucidità straordinaria e il coraggio di rilasciare dichiarazioni scomode. Come nel caso del movimento MeToo:

Ommadonna, si esagera! Probabilmente ci hanno preso gusto. Come la tragedia delle accuse a quel bell’uomo di Placido Domingo. Ridicola. E ha una moglie gelosissima: non l’avrebbe passata liscia. Se ho subito avance indesiderate? No. Ci sono persone che non “chiamano” le avance. E, comunque, non sono mai indesiderate: piace vedersi corteggiate, specie da un uomo celebre.

L'amore al secondo posto, le gioie più grandi dal teatro

Con una carriera sterminata alle spalle nel suo (quasi) secolo di vita, Franca Valeri è stata un'icona del cinema e del teatro, ma soprattutto di una femminilità comica fuori dagli schemi e dagli stereotipi: "Le signore spiritose sono le più pericolose, non le gatte morte: colpiscono i maschi nei loro difetti. Il principale è il sesso. Ci tengono assai, guai se non l’avessero!". La mitica attrice milanese definisce "inutile" la conquista della libertà sessuale ("Esiste di per sé, è un istinto") e ammette di aver ricevuto la felicità più grande non da un uomo, ma dal teatro e dal successo.

Ero una gigiona, l’applauso mi appagava completamente. Una specie di estasi. No, non mi sono mai chiesta le ragioni “psicoanalitiche”… Si trattava di un dato di fatto. Avevo un’attitudine alla gioia: sapevo cogliere gli attimi (la felicità è latente, sta negli attimi). E sapevo di chi circondarmi, chi mi andava a genio.

Gli amori di Franca Valeri

Una vita consacrata alla recitazione non le ha impedito di amare molto i due uomini della sua vita. Franca Valeri è stata sposata dal 1960 al 1974 con l'attore e regista Vittorio Caprioli, spesso suo compagno sul set o sul palcoscenico. Poi, una relazione durata dieci anni con il direttore d'orchestra Maurizio Rinaldi, scomparso nel 1995. Due uomini che hanno accettato il suo amore per il teatro.

Sono stata abilissima: mi sono destreggiata tra loro e la carriera mooolto bene! Sono stata anche brava a tenere sotto controllo la gelosia, non ho mai messo fine a una storia per un tradimento. Sono stata più gelosa di Maurizio che di Vittorio perché c’era di mezzo la musica, che per me rappresentava una passione immensa. Anzi, il nostro rapporto era fondato sulla musica: c’è stato un lungo periodo in cui abbiamo creato un concorso per cantanti (il premio intitolato al baritono Mattia Battistini, ndr).