3 Gennaio 2016
20:18

Gennaro Nunziante: “Il segreto di Checco Zalone? Non si sente superiore”

Parla il regista di tutti e quattro i film di cui è protagonista Checco Zalone, compreso “Quo Vado?”. Nunziante prova a spiegare quale sia la chiave di Zalone e forse offre un punto di vista al quale non avevamo pensato.
A cura di Andrea Parrella

Il segreto vero dei film di Checco Zalone, del successo sterminato che riescono a riscuotere, dell'enorme massa di persone che sistematicamente si reca al cinema per vedere i suoi film, non ha una formula matematica, perché se così fosse la riprodurrebbero tutti, senza esitazione alcuna. Il prodotto è il frutto di un personaggio che aveva già una sua fama e che, evidentemente, riesce ad interpretare alla perfezione i sentimenti contemporanei del pubblico più vasto, oltre ad attrarre, per forza di cose, anche lo spettatore più attento in quanto fenomeno. Venerare e detestare Zalone, in Italia per lo più, ci si divide in questi due gruppi. "Quo Vado?" sta ottenendo un successo nelle sale a dir poco incredibile, aldilà della qualità ipotetica, della simpatia del personaggio e della sostanza del film, è come se un sentimento accomunasse gli italiani, quello di partecipare al record. Mai come questa volta la massa si interessa agli incassi, percependo che il record battuto ancora una volta sia, in qualche modo, un risultato raggiunto personalmente.

Incassare 14 milioni di euro in soli due giorni è una cosa che non si può capire e allora, a provare a spiegare il fenomeno, il personaggio, ci prova quello che piùgli sta vicino (artisticamente parlando), ovvero Gennaro Nunziante, regista di tutti e quattro i film campioni di incassi con protagonista Zalone.

In un'intervista a La Repubblica Nunziante racconta della reazione ai record: "Ci siamo straniti anche se Checco era più ottimista perché sapeva che le prenotazioni erano state alte". Ma al record del primo giorno non sono seguiti festeggiamenti di alcun tipo, anzi: "Luca è andato dalla sua bimba, io ho mangiato una piazza a mezzanotte, da solo". La chiave per descrivere davvero Checco ce l'ha solo lui e in effetti la sua spiegazione può far riflettere:

Il pubblico lo ama perché lo percepisce come un artista vero, una persona vera. Non c'è nulla che si frappone tra lui e il pubblico: scatta un senso di identificazione e quindi di accettazione, nel bene e nel male. A volte la battuta è amara. Così come poi nel finale c'è sempre un abbraccio fraterno col pubblico. Luca ti racconta, ti svela, ma non ha mai un atteggiamento di superiorità

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