"Mo' Salvini dice di essere minacciato? Diamo la scorta pure a Salvini così è contento!‘, così l'attore Gigi Proietti ha commentato all'Adnkronos il clamoroso fatto del giorno, l'annuncio del Comitato per l’ordine e la sicurezza di Milano che ha deciso di assegnare la scorta a Liliana Segre. La senatrice a vita, sopravvissuta alla Shoah e ai campi di sterminio, è stata vittima di diverse minacce e insulti antisemiti in rete, tanto che sarà protetta dalle forze dell'ordine. Matteo Salvini però, ha dichiarato: "Le minacce, da parte di chiunque, sono gravissime. Quelle che io quotidianamente ricevo, quelle contro la Segre, contro Salvini e contro chiunque sono gravissime".

Proietti contro Salvini

Il discorso di Salvini sulla Segre ha suscitato non poco scalpore ed è apparso a molti come un tentativo di ridimensionare la gravità di quanto accaduto alla senatrice. Tra questi c'è Proietti, che ha proposto ironicamente di assegnare la scorta anche al leader leghista. Non solo, l'attore romano ha messo in guardia contro le parole del politico:

Forse ci siamo distratti è da tempo che in questo Paese ci sono segnali strani, direi inquietanti. Spesso le dichiarazioni di persone che dovrebbero rappresentare il popolo sono preoccupanti. Io se parlo, parlo per me mentre i politici parlano per i propri elettori e questa cosa è molto preoccupante.

Sull'astensione della destra nella mozione anti-razzismo

Proietti ha fatto riferimento anche alla mozione presentata dalla Segre per istituire una Commissione contro l'odio, il razzismo e l'antisemitismo, al cui voto 98 senatori del Centro-Destra (in particolare di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia) si sono astenuti: "Se uno non condanna drasticamente, senza se e senza ma (l'odio, il razzismo e l'antisemitismo ndr) significa che c'è molta parte degli italiani che vuole questo ed è la cosa che mi angoscia di più. Ci dovrà essere una presa di posizione da parte di un fronte più progressista e democratico per far capire che il Paese non è solo questo, è anche diverso da quello di cui si parla continuamente. Di quell'altro Paese però non si parla mai".