Novantadue anni fa nasceva a Subiaco quella che sarebbe diventata una star del cinema internazionale, stiamo parlando di Gina Lollobrigida. Irriverente, bella e spiritosa la ricordiamo ancora nelle vesti della Bersagliera in Pane, amore e fantasia una delle sue prime apparizioni sul grande schermo. E adesso che la sua carriera è stata costellata di successi la diva del cinema parla di tutta la sua vita.

Il documentario sulla Diva

Alle telecamere del programma pomeridiano di Rai1, La vita in diretta Estate, l'attrice ha raccontato la sua storia e ha accennato all'idea di poter scrivere una sua biografia. In realtà qualcosa del genere, oltreoceano, già sta accadendo. Nei mesi scorsi l'attrice si è recata negli Stati Uniti dove sono in atto le riprese di un documentario che racconterà la sua lunga carriera, il cui nome sarà "The Last Diva", la star durante la trasmissione condotta da Lisa Marzoli e Beppe Convertini ha esordito dicendo:

Vorrebbero scrivere tutti la mia biografia, adesso ve la racconto io. Per me lavorare significa vivere, mantenermi viva, è una gioia. Senza lavoro mi sentirei persa. Ho sempre guardato le cose importanti che mi rendono felice.

Gli esordi della sua carriera

La sua carriera inizia davvero presto, all'età di vent'anni, e il documentario americano si ripropone di raccontare per filo e per segno il percorso della diva, che ha esordito per la prima volta come attrice nel mondo del teatro, in una commedia di Eduardo Scarpetta nel 1945. Due anni dopo, con lo pseudonimo di Diana Loris, prende parte ai primi fotoromanzi italiani, uno dal titolo "Nel fondo del cuore", pubblicato sulla rivista Sogno. Ma la vera notorietà non tarda ad arrivare, quando le si presenta l'opportunità di prendere parte a progetti cinematografici di rilievo. Nel 1950 su invito di Howard Hughes, un miliardario talent scout, arriva ad Hollywood dove firma un contratto di esclusiva che le impediva di lavorare negli Stati Uniti, ma non in produzioni statunitensi sparse per l'Europa e fu così che arrivarono i primi successi. Ricordiamo tra le varie pellicole "Campane a martello" di Luigi Zampa (1949), "Fanfan la Tulipe" di Christian-Jaque del 1952 premiato con l'Orso d'oro al Festival di Berlino, film con cui divenne notissima in Francia.

Al fianco di attori importanti

L'incontro con Vittorio De Sica e i film che li hanno visti recitare fianco a fianco, proprio come Pane, Amore e Fantasia e Il Processo di Frine, sono diventati dei cult della cinematografia nostrana e consacrarono alla notorietà Gina Lollobrigida, che nel frattempo già aveva fatto conoscere il suo nome in mezza Europa. Ma l'attrice non si fermerà al vecchio continente e sin dalla metà degli Anni Cinquanta, prenderà parte ad alcune produzioni internazionali al fianco di attori del calibro di Humphrey Bogart, Errol Flynn, Burt Lancaster, Anthony Quinn, Frank Sinatra e diretta da registi come King Vidor in "Salomone e la regina di Saba", al fianco di Yul Brynner. In quegli anni recitò anche al fianco di Vittorio Gassman, nel film "La donna più bella del mondo", con cui vinse il David di Donatello come miglior attrice, premio istituito proprio quell'anno, nel 1956.

Premi e riconoscimenti ricevuti negli anni

Nel 1961 Gina Lollobrigida vince un Golden Globe come migliore attrice del mondo, un riconoscimento importantissimo a soli 34 anni, mentre l'anno dopo per il ruolo di Paolina Bonaparte nel film in costume "Venere imperiale" vincerà un Nastro d'argento e un David di Donatello come miglior attrice protagonista. Qualche anno più tardi arriverà il suo terzo David, grazie alla sua interpretazione in "Buonasera signora Campbell". I riconoscimenti non finiscono qui, anzi, nel 1984 per la sua partecipazione nella serie "Falcon Crest" ottiene una nomination al Golden Globe come miglior attrice non protagonista, nel 1996 vince anche il David di Donatello alla carriera. Nel 2018 il suo nome compare sulla Walk of Fame, divenendo ufficialmente una delle star più significative del panorama cinematografico mondiale, forse con un po' di ritardo visti i ruoli da lei interpretati nel corso della sua lunghissima carriera.

"The Last Diva" racconterà tutto questo, dalla nascita di una stella del cinema, fino alle sue ultime apparizioni, sia in tv che in qualche produzione cinematografica, sebbene dagli Anni Settanta in poi furono sempre più rare, perché potesse dedicarsi alla scultura e alla fotografia, le sue più grandi passioni dopo la recitazione. Il documentario non è ancora concluso, ma non aspettiamo altro di poterlo vedere quanto prima anche qui, in Italia, per poter celebrare una grande diva del cinema mondiale, nata in casa nostra.