Gli ultimi anni di Flavio Bucci in una casa famiglia e in povertà. L'attore, morto nella mattina del 18 febbraio a 72, aveva già raccontato al Corriere della Sera della sua parabola discendente. Una intervista firmata da Giovanna Cavalli in cui l'attore si raccontò con estrema lucidità: "La vita è una ed è tua, puoi farci quello che vuoi. Non mi sento colpevole verso nessuno, non ho rimpianti oppure se preferisce posso anche dirle che ne ho, tanto non potrei cambiare niente. La verità è che tutti ti pretendono a loro immagine e somiglianza, però io sono come sono. Non mi voglio assolvere da solo e non voglio nemmeno andare in Paradiso, che poi sai che noia lassù".

La sua vita spericolata in uno spettacolo teatrale

La vita spericolata di Flavio Bucci è stata anche una pièce teatrale. Il suo ultimo spettacolo, intitolato "E pensare che ero partito così bene", raccontava proprio della sua ascesa e caduta e sarebbe dovuto partire proprio sabato per una lunga tournée. Il regista Marco Mattolini al CorSera ricorda: "Avevamo già pronte una serie di piazze dove portare lo spettacolo… a tutto pensava fuorché al fatto che si sarebbe dovuto confrontare con la morte. Era solito ripetere con disincanto: “Non mi dite che non devo fumare, non mi dite che non devo bere… di qualcosa bisogna morire, no?” Era fatalista. E nello spettacolo che abbiamo scritto insieme, raccontava la sua storia fuori dai denti".

La vita in una casa famiglia

Flavio Bucci ha lavorato con i grandi maestri del cinema italiano e ha condiviso il set con gli attori più noti, da Ugo Tognazzi ad Alberto Sordi. Lo sceneggiato sul pittore Ligabue consacrò il suo volto. Il grande successo, poi il declino. Era finito in una casa famiglia a Passoscuro, a due passi da Fregene.

Per fortuna ho speso tutto in donne, manco tanto, che me la davano gratis, vodka e cocaina. Scarpe e cravatte che non mettevo mai. Mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, solo di polvere avrò bruciato 7 miliardi. L'alcol mi ha distrutto? Mah, ha mai provato a ubriacarsi? È bellissimo. Lasci perdere discorsi di morale, che non ho. E poi cos'è che fa bene? Lavorare dalla mattina alla sera per arricchire qualcuno? Non sono stato un buon padre, lo so. Ma la vita è una somma di errori, di gioie e di piaceri, non mi pento di niente, ho amato, ho riso, ho vissuto, vi pare poco?