Franca Valeri compie 100 anni. L'attrice milanese, icona senza tempo del nostro cinema, della radio, della Tv e del teatro. Una donna testimone di un'era estremamente prolifica dal punto di vista dell'innovazione che i nuovi mezzi di comunicazione hanno saputo apportare nei decenni successivi alla guerra e che proprio nel 2020 è stata premiata con il David di Donatello alla carriera, a celebrazione del suo centenario.

Franca Valeri ha dato vita un repertorio classico di personaggi teatrali, poi radiofonici, cinematografici e televisivi, che rappresentano a tutti gli effetti delle "maschere" indissolubilmente legate al suo nome, dalla signorina Snob a Cesira la manicure, fino alla sora Cecioni. Ma i suoi personaggi nascono da una storia professionale che l'ha vista iniziare giovanissima, quando nonostante l'opposizione di suo padre, che disapprovava la professione di attrice (motivo del cognome d'arte Valeri a dispetto di Norsa), cresce frequentando il teatro di prosa e si appassiona anche di teatro operistico musicale, in giovane età.

La famiglia perseguitata dalle leggi razziali

Trascorre gli anni complessi dell'infanzia a Milano, caratterizzati dalle leggi razziali del regime fascista che perseguitarono la sua famiglia, essendo il padre ebreo. Nel 1943 quest'ultimo e il fratello di Franca Valeri sono costretti a rifugiarsi in Svizzera, mentre l'attrice e sua madre restano a Milano, grazie alla complicità di un conoscente che, lavorando all'anagrafe, nasconde la loro identità. "Ancora mi chiedo come sia riuscita a salvarmi", aveva detto in una delle ultime interviste rilasciate, attribuendo il merito alla fortuna.

Archiviata l'esperienza della guerra, Franca Valeri prosegue nel suo percorso di attrice, come lei stessa aveva raccontato: "Io dopo la guerra andai a Roma per frequentare l’Accademia d’arte drammatica, ma fui bocciata all’esame di ammissione. Allora mentii ai miei genitori e dissi loro, con la complicità di una parente che mi ospitava a Roma, che ero stata presa. Dopo i primi successi, però, papà diventò un mio grande sostenitore". Arrivano quindi i primi personaggi e caricature a teatro, dalle quali emerge la sua vena comica. L'esordio arriva nel 1947 con il personaggio di Lea Lebowitz, una ebrea innamorata del rabbino, in un lavoro teatrale che precede il suo ingresso nella compagnia del Teatro dei Gobbi, dove trova anche Luciano Salce, gruppo con il quale trascorrerà molto tempo a Parigi dove si esibirà in molti teatri con sketch satirici sulla società contemporanea senza ausilio di scene e costumi.

L'esordio al cinema con Fellini

Il percorso a teatro è preludio del suo approdo al cinema, che avviene negli anni Cinquanta, con il primo impegno che è in un film di Federico Fellini, Luci della verità, cui seguirà una serie di film con Alberto Sordi e Totò, che lei adorava: "Ci accumunava l'amore per gli animali – aveva detto – Parlavamo sempre di cani. Lui aveva creato un posto per proteggerli. Poi l'ho fatto anch'io: ho un rifugio per cani abbandonati a Trevignano Romano". Alberto Sordi invece lo definiva "meraviglioso. Sembrava svagato ma era molto professionale e dedito al lavoro. Un grande compagna di scena". Negli anni seguenti fa anche il suo esordio editoriale, derivante dalla traduzione scritta delle sue prime espeirenza teatrali.

L'età d'oro dei varietà in Tv

Negli anni Sessanta, oltre alle diverse commedie dirette dal suo primo marito Vittorio Caprioli, arriva invece il boom della televisione. Da Studio Uno a Sabato Sera, Franca Valeri diventa una vera e propria colonna di alcuni dei più noti varietà Rai diretti da Antonello Falqui. In questo contesto avviene anche la sua collaborazione con Mina, che al tempo sollevò voci su una loro presunta rivalità, che Franca Valeri ha sempre smentito:

Non è vero. Era bellissima e ha una voce incredibile. Mi ricordo che in quegli anni della televisione non mangiava quasi nulla per restare magra. Che grande forza di volontà.

Gli sceneggiati Tv, da Gino Bramieri a Nino Manfredi

Sono questi gli anni nei quali diventa un volto indiscutibile del mondo dello spettacolo italiano, dando sostanza a un retaggio che l'ha accompagnata in tutta la sua carriera. I decenni successivi la vedono prendere parte alle ultime opere cinematografiche tra i Settanta e gli Ottanta, ma soprattutto diversi sceneggiati per la Tv, da Le avventure della villeggiatura del 1974, passando per Norma e Felice con Gino Bramieri, alla serie Tv Caro maestro con Marco Columbro, passando per Come quando fuori piove, diretta da Mario Monicelli e Linda e il brigadiere con l'amico e collega Nino Manfredi.

Gli omaggi in Tv, il Festival di Sanremo del 2014

Gli ultimi anni sono stati ricchi di omaggi da parte del mondo dello spettacolo e della televisione. Oltre al David già menzionato del 2020, nel 2009 aveva partecipato a una puntata de I Migliori Anni di Carlo Conti, omaggiata dal pubblico, così come era accaduto nel 2014, quando aveva preso parte alla seconda serata del festival di Sanremo condotto da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.