La violenza sulle donne è un tema di cui non si parla mai abbastanza, un argomento delicato, difficile da interpretare e da affrontare, ma la cui importanza andrebbe inculcata sin dall'infanzia. Ed è anche per questo, forse, che un'attrice nota come Angelina Jolie, da sempre attenta alle tematiche umanitarie, ha voluto produrre un film animato che raccontasse proprio la difficoltà vissuta dalle donne nel rapportarsi con la prevaricazione degli uomini. In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, arriva nelle sale il cartone: "I racconti di Paravana".

Il significato del film

Il film è tratto dal romanzo "Sotto il burqa" firmato da Deborah Ellis, una scrittrice femminista che per lungo tempo ha lavorato in un campo per rifugiati afghani in Pakistan. Un'esperienza che la donna ha voluto raccontare attraverso le parole e ha trovato il modo per farlo strutturando un vero e proprio romanzo di formazione, dove il racconto diventa il modo per esorcizzare paure, dubbi, ingiustizie che nel mondo reale si susseguono una dietro l'altra e che, invece, nella fantasia trovano la loro risoluzione. "I racconti di Parvana" rappresentano una fuga dai dettami imposti dalla società, dove i diritti delle donne acquisiscono un valore concreto e dove è un uomo, nella fattispecie il padre della ragazzina protagonista del cartoon, ad essere la guida di questa donna in fase di crescita che cerca di affermarsi nel mondo.

La trama

“I racconti di Parvana” è la storia di una ragazza di 11 anni cresciuta sotto il regime talebano nella Kabul del 2001. Quando il padre viene ingiustamente arrestato, Parvana decide di travestirsi da uomo per poter lavorare e così occuparsi della sua famiglia in un momento storico in cui, in Afghanistan, le donne non possono vivere liberamente. L'audacia di questa ragazzina la porterà a mettere a rischio la propria vita per salvare la sua famiglia, facendo qualsiasi cosa è in suo potere per scoprire se suo padre è ancora vivo, prendendo forza proprio da quelle storie che il papà le raccontava per farle conoscere la storia del suo Paese.

Le parole della regista

La regista, Nora Twomey, ha spiegato nel dettaglio il progetto che si nasconde dietro ad un film di questo genere, un film impegnato che ha l'obiettivo di catturare l'attenzione e far riflettere. Vincitore del premio della giuria e del pubblico, oltre a un riconoscimento alla migliore musica originale alla 42esima edizione dell’International Animation Festival di Annecy, il cartoon è così descritto nelle note della Twomey:

Il film è stato girato non solo con un messaggio politico sui diritti delle donne, ma cercando di raccontare in maniera pragmatica questa storia attraverso gli occhi di una bambina. Il padre di Parvana è sia un narratore che un insegnante per sua figlia e, quando viene arrestato, la ragazza avverte quel vuoto nella sua vita. Così in Parvana emerge qualcosa di diverso: si fa coraggio, prende il destino nelle mani e decide di tagliarsi i capelli per travestirsi da ragazzo e trasformarsi nel capofamiglia. Volevo rendere quella scena abbastanza concreta, una comprensione silenziosa tra Parvana e sua sorella che fa incrinare il loro rapporto, ma entrambe capiscono ciò che deve essere fatto".