L'attore indiano è stato condannato dalla corte suprema indiana a cinque anni di reclusione, per essere legato ai tragici fatti del 1993, dove persero la vita 257 persone. E' il volto noto tra i responsabili della strage di Mumbai, ma è anche quello che ha avuto la pena minore: 12 sono stati condannati a morte.

Sanjay Dutt, star di Bollywood, è stato arrestato e condannato a 5 anni di reclusione dalla corte suprema indiana, in quanto ritenuto corresponsabile dell'attentato avvenuto a Mumbai nel 1993, in cui morirono 257 persone. L'accusa è quella di possesso illegale di un fucile AK-56 e di una pistola, che gli sarebbero stati dati da altri uomini condannati per l'attentato. L'attore, 53enne, sostiene di essere totalmente estraneo ai fatti del 1993 e di possedere quelle armi soltanto per difesa personale.

Sono sconvolto e stressato, soffro soprattutto per la mia famiglia, mia moglie e i miei tre figli, che subiranno ancora una nuova punizione. Io so di essere stato sempre un uomo buono e di aver sempre rispettato le istituzioni. So di essere sempre stato fedele al mio paese.

Sanjay Dutt ha continuato a girare film durante il lungo processo, nonostante fosse in attesa del giudizio. In tutti i suoi film, ad oggi più di 70, ha sempre interpretato la parte del criminale dal cuore tenero. Tra tutti i ritenuti responsabili dell'attentato, l'attore è la personalità più conosciuta, ma è anche quello che ha avuto la pena minore. Per 12 persone, infatti, è prevista la pena di morte, per altri 20 l'ergastolo.