23 Settembre 2021
20:30

Il regista di 007: “Nei primi film James Bond era di fatto uno stupratore”

Fanno discutere le parole pronunciate da Cary Fukunaga, regista del 25esimo film della saga di James Bond, che parlando di come sia cambiato il senso comune negli ultimi 50 anni parla del primo Bond degli anni ’60 come improponibile oggi: “Era Thunderball (Operazione Tuono) o Goldfinger in cui fondamentalmente il personaggio di Sean Connery violenta una donna?
A cura di Andrea Parrella

Tra i film maggiormente segnati ai ritardi dovuti agli effetti della pandemia da Covid c'è sicuramente il prossimo James Bond, No Time To Die, nelle sale dal 28 settembre. Sarà l'ultimo che avrà per protagonista Daniel Craig nei panni della celebre spia e il 25esimo della saga cinematografica nata dalla penna di Ian Fleming. A dirigere No Time To Die il regista Cary Fukunaga, che a pochissimi giorni dall'arrivo nei cinema del film ha pronunciato molto dure nei confronti del personaggio, che rischiano di far discutere e che danno la misura del tempo in cui stiamo vivendo e di come gli effetti del movimento #MeToo abbiano cambiato gli equilibri nella società anche in termini di percezione. In un'intervista al The Hollywood Reporter Fukunaga torna al primo James Bond interpretato da Sean Connery nel 1961:

“Era Thunderball (Operazione Tuono) o Goldfinger in cui fondamentalmente il personaggio di Sean Connery violenta una donna? Lei dice: No, no, no. E lui dice: Sì, sì, sì. Oggi non sarebbe possibile.”

La scena incriminata

Insomma, per rendere l'idea di quanto sia cambiata la sensibilità comune, il regista definisce quel Bond, sostanzialmente, uno stupratore. Il riferimento è a una scena che vede Sean Connery baciare di prepotenza un’infermiera inizialmente poco restia ai suoi tentativi di avances. Successivamente Bond le propone il suo silenzio su una notizia che potrebbe costarle il lavoro, in cambio di sesso. “Suppongo che il mio silenzio abbia un prezzo”. – “Non intenderai… oh no” reagisce l’infermiera.“Oh sì” è la replica di Bond, prima che la porti in una sauna e inizi a spogliarla.

Il ritardo di No time To Die per il Covid

La gestazione di No Time To Die è stata, come detto, molto lunga e complessa. Il film è stato sottoposto a numerosi rinvii proprio in virtù dell'impatto della pandemia, che ha reso impossibile l'uscita di un film di portata internazionale come questo, per di più il 25esimo della saga.

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