Il regista di The Artist sfida l’Isis: “Continueremo a divertirci e a scopare”

Gli attentati terroristici di Parigi, che la sera del 13 novembre hanno seminato il terrore nella capitale francese causando 130 morti, hanno sollevato l'indignazione di molti personaggi del mondo dello spettacolo, che hanno manifestato cordoglio, dolore, solidarietà con le vittime. Solo qualche ora fa, superato parzialmente il terribile choc, è arrivato il primo comunicato ufficiale degli Eagles of Death Metal, la band presente al Bataclan al momento dell'attacco e scampata al massacro.
Emoziona, non senza destare qualche sorriso, il lungo messaggio pubblicato su Facebook da Michel Hazanavicius, il regista francese premio Oscar per "The Artist". Rivolgendosi direttamente ai membri dell'Isis, il cineasta lancia loro una sfida: la loro violenza non cambierà mai la vita dei francesi, che continueranno ugualmente a divertirsi.
Uomini e donne dello Stato Islamico. È ufficiale, ci avete dichiarato guerra. La cosa frustrante è che non avete uniformi e neanche segni distintivi. Non sappiamo come riconoscervi e ci auguriamo che questo non ci porti a puntare l'indice contro gli uomini sbagliati. Anche se la morte per voi rappresenta la vittoria, dovete capire che non vincerete. È impossibile, perché qualsiasi cosa farete, non ci cambierete mai. Qui in Francia, amiamo la vita e tutti i suoi piaceri. Per noi, tra la nascita e la morte – che speriamo avvenga il più tardi possibile – cerchiamo principalmente di scopare, ridere, mangiare, giocare, scopare, bere, leggere, fare un pisolino, scopare, parlare, mangiare, discutere, dipingere, scopare, fare una passeggiata, fare un po' di giardinaggio, leggere, scopare, parlare, scopare, dormire, guardare film, grattarci i co**ni, scorreggiare per far ridere i nostri amici, ma soprattutto scopare, e nel caso anche concederci un lavoretto di mano. Siamo la nazione del piacere. Un giorno potremmo anche dedicare una piazza a Monica Lewinsky e farci una risata.
Hazanavicius:"Ciò che non amate di noi è la libertà"
La lettera prosegue nell'elencazione dei piaceri amati dai francesi, in modo molto esplicito e politically uncorrect, per poi arrivare al punto focale, spiegando i celebri concetti di "Liberté, Égalité, Fraternité".
In realtà, qui, quello che ci piace è fare ciò che vogliamo. Cerchiamo di non dare fastidio agli altri, ma non ci piace sentirci dire troppo che cosa fare o cosa non fare. Si chiama libertà. Ricordate questa parola, perché in fondo, è questo quello che non vi piace di noi. Non è né il francese né i fumettisti, né gli ebrei né i clienti dei bar o gli appassionati di rock o il calcio. Si chiama libertà. (…) Si chiama uguaglianza. Di fronte alla morte, noi comprendiamo che voi volete attaccare i nostri valori. Semplicemente. Quelli che rendono la nostra vita quello che è. Per quanto imperfetta, con la sua quota di ingiustizia, è vero, sono questi i valori che viviamo qui nel modo più dignitoso possibile. In questo Paese dove i nostri padri, e i padri dei nostri padri e i loro padri prima di loro hanno scelto di vivere, e per il quale molti di loro hanno combattuto.
Infine, Hazanavicius chiude così la sua lettera:
E ciò che accadrà d'ora in poi, è che noi saremo uniti, grazie a voi. Ci rendiamo conto che questi valori sono in pericolo. Noi li amiamo e li renderemo ancora più vivi. Insieme. Si chiama fratellanza. Ecco perché non potete vincere. Potete ucciderci, sì. Ma agli occhi della storia, non sarete che rappresentanti abietti di un'ideologia malata.
Naturalmente non vinceremo neppure noi. La gente continuerà a morire per niente. Altri decideranno di affidarsi ai Le Pen, agli Assad e ai Putin per sbarazzarsi di voi, e forse questo sarà una doppia sconfitta.
Ma voi non vincerete. E quelli che rimarranno continueranno a scopare, bere, cenare insieme, ricordare coloro che sono morti, e scopare.
