Per giorni, giornali e tv di tutto il mondo hanno seguito con ansia il salvataggio in Thailandia di dodici ragazzi tra i 12 e i 16 anni e del loro allenatore di calcio, rimasti intrappolati per oltre due settimane all'interno di una grotta. La vicenda che ha lasciato l'intero pianeta col fiato sospeso e che fortunatamente si è conclusa con un lieto fine – ma con una vittima tra i soccorritori – ora diventerà un film americano. Lo annuncia la Pure Flix Entertainment, casa di produzione indipendente, specializzata in film a tema religioso improntati sui messaggi e gli insegnamenti del cristianesimo.

L'annuncio del produttore: un film sull'eroismo

Il fondatore Michael Scott ha spiegato all’Hollywood Reporter: "Il coraggio e l’eroismo che ho visto sono stati d’ispirazione, quindi sì, produrremmo un film. Non sarà religioso, l’importante è che sia d’ispirazione". Scott si è già messo in contatto con i sommozzatori che hanno effettuato il salvataggio e con le famiglie dei ragazzi. Sarà una co-produzione con Kaos Entertainment.

I titoli di Pure Flix Entertainment

Società con sede a Scottsdale, in Arizona, la Pure Flix Entertainment è stata fondata dal 2005 da Scott e da David A. R. White, Russell Wolfe e Elizabeth Travis. Da allora ha prodotto una quarantina di film di diverso genere, tutti incentrati su temi come la fede, la religione cristiana, o che raccontano storie della Bibbia. Il loro titolo più noto, uscito anche in Italia, è "God's Not Dead", con Kevin Sorbo e Dean Cain (di cui sono usciti due seguiti), che ha avuto un grande successo nelle sale americane. Con la storia dei dodici ragazzi salvati, la compagnia potrebbe uscire dalla nicchia di cinema improntato a un messaggio religioso.

Cosa è successo ai ragazzi thailandesi

La notizia è arrivata poco dopo la liberazione di tutti i ragazzi dalla grotta Tham Luang Nang Non. Il gruppo è rimasto bloccato per ben 17 giorni perché le piogge monsoniche ne avevano bloccato l'uscita. Sono stati salvati tutti, condotti sott'acqua da esperti sub attraverso tunnel di oltre tre chilometri, nuotando per tre ore e mezza. Purtroppo, l'operazione è costata la vita a Saman Gunan, sergente maggiore della Marina militare Thailandese, morto soffocato mentre cercava di soccorrere i ragazzi.