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25 Marzo 2014
12:47

“Io, controfigura di Harry Potter, paralizzato a vita”, la storia di David

Lo stuntman David Holmes è costretto su una sedia a rotelle, dopo un incidente avvenuto sul set di “Harry Potter e i doni della morte”. Al Daily Mirror ha raccontato quel tragico giorno e come vive oggi la sua disabilità.
A cura di Daniela Seclì
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David Holmes (a sinistra) parla con Daniel Radcliffe
David Holmes (a sinistra) parla con Daniel Radcliffe

"È un ginnasta davvero sorprendente", così Daniel Radcliffe parlava dello stuntman David Holmes, che sul set di Harry Potter era la sua controfigura. Poi nel 2009 il terribile incidente. Mentre erano in corso le riprese di "Harry Potter e i doni della morte", qualcosa è andato storto. Holmes, che allora aveva 25 anni, stava girando una scena che prevedeva un'esplosione. Dopo essere stato assicurato ad un'imbragatura è stato sollevato dal suolo. Al momento dell'esplosione, avrebbe dovuto attraversarla, ma l'imbracatura si è slacciata ed è stato scaraventato violentemente a terra. La situazione è apparsa grave sin da subito. David, infatti, ancora cosciente ha detto di non sentire più le gambe. Nelle ore successive si seppe che lo stuntman aveva riportato delle lesioni al collo, che l'avrebbero costretto alla paralisi.

David Holmes oggi ha 30 anni ed è tornato a parlare di quel terribile giorno che ha cambiato il corso della sua vita, costringendolo su una sedia a rotelle. Intervistato dal Daily Mirror ha ripercorso gli attimi drammatici di quella giornata.

"Il mio primo pensiero è stato "non telefonate a mamma e papà, non voglio che si preoccupino". Ho sbattuto contro il muro e poi sono caduto su un materassino. Il mio coordinatore mi è venuto vicino, mi ha preso la mano e mi ha detto "stringi le mie dita". Riuscivo a muovere il braccio per prendere la sua mano, ma non riuscivo a stringerla. L'ho guardato negli occhi e allora ho capito quanto fosse grave, ciò che era accaduto."

Poi ha aggiunto:

"Ricordo che continuavo a perdere i sensi e a rinvenire, per il forte dolore. Prima di quell'incidente mi ero già rotto le ossa e perciò ho riconosciuto subito quella sensazione strana che pervadeva tutto il mio corpo, dalla punta delle dita fino ai piedi. Lo sapevo che avevo fatto qualche danno."

David Holmes ha raccontato, anche, quali sono state le sue prime preoccupazioni e cosa ha provato quando ha potuto rimettersi seduto:

"Stranamente la mia prima preoccupazione non è stata quella di non poter camminare. Era di non poter ballare di nuovo o fare sesso. Quando mi hanno messo seduto e ho sentito di nuovo il peso della testa sulle spalle è stato terribile. È incredibile quanto queste situazioni insegnino ad avere pazienza. Il giorno prima dell'incidente sapevo stare in equilibrio sulle mani e il giorno dopo non riuscivo nemmeno a stare seduto."

Daniel Radcliffe si è subito mobilitato per lui. È andato a trovarlo in ospedale con Tom Felton, il giovane attore che interpretava Draco Malfoy. Poi ha avviato una raccolta fondi per pagare le spese ospedaliere di David Holmes. In un'occasione, l'attore dichiarò:

"Con David ho un'amicizia che dura da tanti, tanti anni. Troverei odioso se le persone vedendomi con lui pensassero ‘oh, ecco Daniel Radcliffe con una persona su una sedia a rotelle' perché vorrei solo che pensassero che David è una persona incredibilmente importante nella mia vita."

David Holmes ha iniziato la sua carriera a soli 6 anni, come ginnasta. A 14 gli è stato chiesto per la prima volta di fare da controfigura di un giovane attore, nel film "Lost in space". Poi è arrivato l'incontro con il coordinatore degli stuntman Greg Powell, che prima  di affidargli il compito di fare da controfigura al maghetto più famoso del cinema, gli ha chiesto di fargli vedere cosa sapesse fare a cavallo di una scopa.

"È stata un'esperienza incredibile. Mi è piaciuta molto, lavorare con Daniel era un piacere. Il cast era come una seconda famiglia e sono rimasto in contatto con molti di loro."

Il 30enne ha raccontato, infine, come sta affrontando questa sua disabilità:

"Ho preso il controllo della situazione quasi subito. Avevo una sensazione di tragedia riguardo alla mia situazione, ma anche la ferma determinazione di provare a migliorare le cose. Pensare positivo è essenziale. Se provi ad essere positivo riguardo alla tua disabilità, riesci anche a conviverci meglio. A volte ho dei flashback del momento dell'incidente, soprattutto nel sonno, ma ho imparato a gestirli. Non ho permesso all'incidente di cambiare la mia prospettiva di vita, sono molto determinato e ottimista. Continuo a fare ciò che posso, non rinuncio alle vacanze con gli amici e aspetto di dedicarmi ad una nuova carriera."

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