River Phoenix, uno degli attori più promettenti di Hollywood, destinato a grandi cose dopo essere stato uno dei protagonisti indiscussi degli anni '80/'90. I creduloni delle leggende metropolitani gridano a gran voce che se fosse ancora vivo, molto probabilmente Johnny Depp non avrebbe avuto spazio per prendersi quel siderale successo che negli anni si è guadagnato. La verità, però, è che River e Johnny erano grandi amici e forse fu proprio la morte del primo a cambiare la vita al secondo.

Il 31 ottobre ricorreranno i 20 anni dalla morte di River, che ha condizionato un'altra di vita: quella di suo fratello minore Joaquin. Cresciuto sotto la sua ombra, è riuscito negli anni ad imporsi con una serie di interpretazioni indimenticabili, su tutte quella di Commodo ne Il gladiatore. La scomparsa di suo fratello maggiore gli ha condizionato tantissimo la carriera, forse perché, come molti hanno scritto, lui era presente la notte tra il 30 e il 31 ottobre 1993 al Viper Room, il locale di Johnny Depp, ad una festa dove lo stesso attore di "Edward mani di forbice" era sul palco a suonare con Flea e John Frusciante dei RHCP, mentre il giovane River fu visto parlare con uno spacciatore per poi entrare in bagno e riuscire dal locale, andando a morire per overdose, sul marciapiede di fronte.

Tutto questo Joaquin non se lo è mai perdonato, per questo ha sempre avuto una carriera intermittente con il suo ritiro dalle scene nel 2010, poi il clamoroso ritorno con la vittoria della Coppa Volpi per la sua straordinaria interpretazione in The Master nel 2013. La stampa non gli ha mai dato tregua, un giornalista negli Usa è pronto a pubblicare un nuovo libro che racconta di quella notte che ricorderà per tutto il resto della sua vita, lui esorcizza tutto facendo beneficenza e partecipando ad ogni "charity gala" possibile. Ma non c'è nulla in programma, per adesso, per il ventennale della morte di River. Meglio guardare altrove, lontano da tutto questo dolore.