Il cinema sta lentamente ripartendo dopo lo stop forzato del coronavirus. Come tanti altri settori, ma forse più degli altri, quello della settima arte potrebbe uscire completamente trasfigurato dall'effetto del lockdown e il rischio, da molti evidenziato, è quello di una sparizione delle sale come effetto immediato.

Ma una speranza c'è e sono i numeri a dirlo, ad esempio quelli che arrivano dal Gower Street Analytics, che ci dicono come a livello mondiale circa la metà dei cinema ha riaperto dopo il lockdown, precisamente il 48%. Un dato che ha preso forma proprio nelle ultime due settimane, dopo la riapertura delle sale in Cina. Basti considerare, infatti, che alla data del 18 luglio scorso lo stesso dato ammontava al 28%.

Una notizia che può far sorridere distributori ed esercenti, soprattutto in relazione alle notizie di questi ultimi giorni, come la decisione di Disney di distribuire il live action di Mulan solo in streaming sulla piattaforma Disney Plus a partire dal 4 settembre (eccetto in quei paesi dove la piattaforma non è disponibile, dove sarà nelle sale). Una scelta, quella del colosso, che lascia immaginare come le case di produzione si stiano attrezzando per l'eventualità di un nuovo lockdown e di un futuro in cui l'idea di cinema divenga inevitabilmente desueta in relazione all'impossibilità di avere pubblico a causa del pericolo contagio.

Se Disney fa un tentativo in ottica streaming, diversi sono invece i film che usciranno regolarmente in sala nelle prossime settimane. Dall'ultima fatica di Christopher Nolan Tenet, la cui uscita era stata rinviata alcune settimane fa, ad After 2, secondo capitolo della saga tratta dai romanzi di Anna Todd, che arriverà il 4 settembre prossimo nelle sale di molti paesi. Se il cinema sarà ancora così come lo abbiamo conosciuto dipenderà da molti fattori, non solo quello sanitario, ma che la metà delle sale a livello mondiale abbia riaperto i battenti è un fattore che alimenta la speranza di una ripresa, seppur lenta.