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18 Novembre 2014
18:31

“Le mani sulla città”, capolavoro di cinema civile per la prima volta in dvd

Leone d’Oro nel 1963, il film di Francesco Rosi è un thriller politico di impianto documentaristico, capace di sconvolgere ancora oggi per la sua eccezionale attualità.
A cura di Valeria Morini
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Torna, per la prima volta in dvd, uno dei capolavori del grande cinema italiano: un film che a distanza di decenni continua a colpire per la sua straordinaria (quanto sconfortante) modernità. Si tratta di "Le mani sulla città", film diretto da Francesco Rosi nel 1963 e all'epoca premiato con un Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia.

Ambientato in una Napoli in pieno boom economico, il film è un ritratto spietato del mondo della speculazione edilizia e dei suoi oscuri legami con la politica: al suo interno si combatte una lotta spietata in nome del potere e del denaro in cui, a farne le spese, sono la città e i suoi abitanti. Emblema di questo universo torbido è l'ambigua figura del costruttore e consigliere comunale Eduardo Nottola, interpretato da un ottimo Rod Steiger.

Oltre che un grande film, "Le mani sulla città" è un sorprendente saggio in anticipo sui tempi, rappresentazione di  un'Italia che, oggi, sembra essere la stessa di cinquant'anni fa. La modernità dell'opera sta anche nella capacità di Rosi di mescolare la tensione del thriller politico con la precisione del documentario, come dimostra la scelta di utilizzare veri giornalisti e cittadini napoletani come comparse o personaggi minori.

Incredibilmente ignorato per anni dal mercato home video, è uno dei massimi risultati di un autore che del cinema di respiro civile è sempre stato Maestro (Rosi ha diretto anche "Salvatore Giuliano", "Il caso Mattei" e "La tregua"). Rimedia Mustang Entertainment, che edita il dvd dal 18 novembre con la distribuzione di CG Home Video.

L'edizione si arricchisce inoltre del commento audio del regista e di un contributo di Roberto Saviano, che, in un'intervista inserita tra i contenuti extra, ribadisce ulteriormente la capacità profetica della pellicola: "La carica rivoluzionaria del film di Rosi è immutata e l'attualità del suo racconto è drammatica. Mentre vedi determinate sequenze pensi che tutto questo sta accadendo ora, in ogni parte del nostro Paese".

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