Era già stato annunciato qualche giorno dopo il Festival di Cannes, il giorno in cui la regista italiana Lina Wertemüller avrebbe ricevuto il premio Oscar alla carriera, ed ecco arrivare il 27 ottobre 2019, quando la cineasta romana ha ricevuto nelle sue mani l'ambita statuetta d'oro.

La cerimonia di premiazione

La prima nomination dagli Academy risale a 42 anni fa, quando per la prima volta nella storia degli Oscar, una donna rientrò tra le possibili vincitrici del titolo. Quella donna era Lina Wertmüller con Pasqualino Settebellezze, uno dei film che l'ha consacrata come icona della cinematografia mondiale. A distanza di quella nomination nella sala del Ray Dolby Ballroom dell'Hollywood & Highland Center la regista 91 ha ricevuto il Premio Oscar alla carriera, nell'ambito dell'11/mo Governors Awards dell'Academy, che ha premiato anche David Lynch, Geena Davis e Wes Studi. "Un'emozione fortissima" ha dichiarato la regista che instancabile, nonostante la sua età, si è mostrata entusiasta e grata per il riconoscimento conferitole dopo anni di onorata carriera nel mondo del cinema, dove si è strenuamente battuta affinché alle donne fossero riconosciuti meriti e possibilità, tanto quanto agli uomini. Tra i titoli che portano il nome della grande regista sono da ricordare "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" ancora una volta con Giancarlo Giannini, protagonista di Pasqualino Settebellezze, stavolta accompagnato da Mariangela Melato, per poi arrivare a "Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica".

La dedica al marito e all'America

Anticonformista anche in questa occasione, Lina Wertmüller non si risparmia nell'esprimere alcune perplessità relative alla premiazione, che ritiene sia ancora macchiata di sessismo, ma nel momento stesso in cui può stringere tra le mani l'ambita statuetta non può non ringraziare la sua famiglia, ma soprattutto l'America che ha deciso di conferirle questo riconoscimento così importante:

Dedico l'Oscar a mio marito Enrico, a mia figlia Maria Zulina, che mi è venuta molto bene. E ringrazio l'America. L'America è una cosa seria, noi siamo un piccolo stivaletto, questo è un continente, non c'è proporzione… così ringrazio l'America, tutti coloro che hanno amato i miei film, che sono tutti come miei figli. Ci vuole molta pazienza e molta passione… e ora vi saluto, ma dovete gridare tutti insieme ‘Vogliamo un Oscar che si chiami Anna'"

Due registe a consegnare il premio

Film rivoluzionari, in cui l'arte della cinepresa e la capacità di affrontare tematiche talvolta anche ostiche hanno rafforzato ancor di più l'aura di quella figura iconica che, nel corso degli anni è diventata Lina Wertmüller. Il premio le è stato consegnato da due registe: Greta Gerwig il cui debutto con LadyBird è stato un vero successo, che ha seguito l'adattamento di Piccole Donne, a breve nelle sale, e poi Jane Campion, già vincitrice di un Oscar con il film Lezioni di piano, che proprio qualche mese fa nell'ambito di una premiazione a Bologna, non aveva esitato a mostrare tutta la sua stima nei confronti della cineasta, ricordando con nostalgia i tempi in cui aveva studiato i suoi film alla scuola di cinematografia di Sydney e il giorno in cui si erano incontrate per la prima volta.

L'abbraccio con Sophia Loren

Alla premiazione era presente anche l'attrice Sophia Loren, ed è stata proprio lei ad introdurre l'Oscar alla regista romana. Il momento in cui due tra le icone più importanti del cinema italiano si sono incontrate e felici si sono abbracciate è tra gli istanti più toccanti della cerimonia, che vede il grande cinema italiano premiato ancora una volta ed esalta l'incontro tra due esponenti riconosciute a livello internazionale, elogiate per il loro contributo artistico ad un arte che nonostante sia proiettata al futuro, non può fare a meno del suo passato.