L’indimenticabile Vittorio De Sica, il 21 dicembre 1963 portava nelle nostre sale “Ieri, oggi e domani”, meravigliosa opera che sfida le leggi del tempo ed è sempre attuale. Il film è composto da 3 episodi, intitolati col nome della relativa protagonista, tutti con i fenomenali Sophia Loren e Marcello Mastroianni, ma ambientati in 3 città diverse. Nel primo, “Adelina”, il regista ci porta nella sua Napoli, dove Adelina Sbaratti, venditrice abusiva di sigarette, per non andare in carcere mette al mondo sempre figli. Questa “strategia” le permette anche di mantenere il marito disoccupato, Carmine. Nel secondo, “Anna” è una ricca signora milanese che per evadere dalla noia intreccerà una tresca amorosa con Renzo, un uomo non affine al suo stato sociale. Nell’ultimo, “Mara” è una squillo romana che farà perdere totalmente la testa al seminarista Umberto, che minaccia addirittura di abbandonare il suo percorso di studi pur di stare con lei. Al loro rapporto si oppone fortemente la nonna di lui (Tina Pica), che arriverà a minacciare Mara di cacciarla di casa.

Uno dei cardini assoluti della commedia all'italiana

Per scrivere la sceneggiatura del film, prodotto da Carlo Ponti, De Sica si affidò a grandissimi nomi. Eduardo De Filippo scrisse “Adalina” basandosi sulla storia vera di una contrabbandiera di sua conoscenza; “Anna”, invece, è basato sull’opera di Alberto MoraviaTroppo ricca” e l’episodio è stato scritto da Billa Zanuso e Cesare Zavattini, quest’ultimo, storico collaboratore del regista, autore anche di “Mara”. Il risultato di tanto lavoro di gruppo è uno dei cardini della commedia all’italiana, che offre tre ritratti di vita reale diversi tra loro ma con personaggi comuni e concreti, che mescolano aspetti del cinema classico con dialoghi innovativi e moderni. Emozione, divertimento, momenti di riflessione e soprattutto un’immensa voglia di rivederlo ogni volta che passa in tv, fanno di “Ieri, oggi e domani” quasi una tela su cui De Sica ha impresso in toto il suo talento e che è rimasta intatta in tutti i suoi colori e in tutte le sue sfumature.

L'alchimia palpabile tra la Loren e Mastroianni

Naturalmente, i cardini del film sono Sophia Loren e Marcello Mastroianni, talmente bravi e naturali da sembrare provenire da un altro pianeta. De Sica plasmò i personaggi attorno alla diva, già premio Oscar per “La Ciociara”, dello stesso regista, dandole carta bianca e spingendola a portare in scena tutte le mille sfumature del suo talento. L’alchimia tra i due protagonisti è palpabile e, tra i tre episodi, quello che è rimasto impresso nella memoria di tutti noi è, sicuramente, “Mara”, con la famosa scena dello spogliarello – sulle note di “Abat Jour”, di Henry Wright – che ha reso la Loren ancora di più un sex symbol mondiale e che è stata rifatta, 30 anni dopo, con gli stessi attori, in “Prêt-à-porter”, di Robert Altman.

L'Oscar e gli altri premi

Grazie alla collaborazione di Giuseppe Rotunno alla direzione della fotografia, da applausi nel primo e terzo episodio, e a quella di Armando Trovajoli alle musiche, Ezio Frigerio alle scenografie e Piero Tosi ai costumi, De Sica mise a punto l’ingranaggio perfetto per portare a casa il Golden Globe, il BAFTA e L’Oscar al Miglior film straniero a cui si aggiunsero anche 4 David di Donatello: Miglior produttore, Miglior attore protagonista a Marcello Mastroianni, Miglior attrice protagonista a Sophia Loren.